L’eccellenza di Paestum, il declino dell’Arechi: i due volti della provincia

Bella. Bella ma, a volte, impossibile. La provincia di Salerno è ricca di bellezze, che siano esse naturali – basti pensare, ovviamente, alle costiere Amalfitana e Cilentana o ai parchi del Cilento e Vallo di Diano e dei Monti Lattari – o storico-artistiche e archeologiche. Un patrimonio inestimabile troppe volte poco o male valorizzato, se non addirittura “maltrattato” o snobbato. Non mancano, però, anche le esperienze positive, delle vere e proprie eccellenze che contribuiscono a trascinare l’economia del territorio che può e deve fare del turismo il suo volano.

È sicuramente Salerno, capoluogo di provincia, a custodire il maggior numero di tesori culturali della provincia, con il centro storico che è piccolo scrigno di tesori longobardi.

CASTELLO MEDIEVALE. Indubbiamente, simbolo della città è il castello medievale, conosciuto da tutti come “Castello Arechi”, che racchiude 300 anni di storia (dall’VIII all’XI secolo). Fu principalmente utilizzato dal principe Arechi II come fortezza difensiva della capitale del ducato. Posto in cima al monte Bonadies, il complesso monumentale non è facile da raggiungere, anche a causa della mancanza di collegamenti costanti con il centro della città. Diverse le difficoltà riscontrate dai visitatori, che spesso hanno lamentato orari troppo restrittivi.

Orari. Chiuso il lunedì. Martedì-sabato: 9,00-17,00. Domenica: 9,00-15,30.

FORTE LA CARNALE. Quella del fortino che affaccia sul mare è una storia curiosa. Da tempo, infatti, la torre cavallaria – costruita nel 1569 da Andrea Di Gaeta – ha perso la sua “sostanza” di pezzo di storia, per diventare un luogo di intrattenimento, adibito a locale e discoteca. Una circostanza, questa, che negli anni passati ha dato adito a numerose polemiche. Da più parti, nel corso del tempo, sono stati lanciati appelli affinché la “Polveriera” riacquistasse la sua dignità di sito storico. Durante la giornata, infatti, il cancello di ingresso è completamente sbarrato. Al momento, ad essere accessibili sono solo i retrostanti giardinetti, riqualificati dal Comune di Salerno.

MUSEO DIOCESANO “SAN MATTEO”. Un mese di agosto a mezzo servizio per il Museo diocesano di Salerno. Nella struttura, ex seminario arcivescovile, che fu, precedentemente, l’ultima sede della Scuola medica salernitana, sono conservate numerose opere, tra cui il preziosissimo “ciclo degli avori”. Nel 2015, creò scalpore la decisione di chiudere per ferie per l’intero agosto.

ORARI. Chiuso il mercoledì. Giovedì-martedì: 9,00-13,00

AREA ARCHEOLOGICA ETRUSCO-SANNITICA DI FRATTE. È il piccolo, e quasi sconosciuto, gioiello della città, noto più per le denunce riguardanti per lo stato di degrado in cui è stato abbandonato che per la sua ricchezza storico-culturale. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce alcune tombe ed una cisterna nella zona dell’acropoli, oltre a numerose anfore con oggetti personali. I reperti sono custoditi presso il Museo archeologico provinciale.

ORARI. Martedì-domenica: 9,00-15,00

A questi principali siti, si aggiungono tantissimi altri luoghi di interesse culturale tra cui: Palazzo Genovese, anch’esso, purtroppo, “vittima” di sporcizia e degrado e, ormai, solo mero contenitore di eventi; le numerose chiese (oltre al Duomo, degne di nota sono la chiesa di Santa Maria De Lama, la chiesa dell’Annunziata e quella di San Giorgio); il museo della Scuola medica salernitana; il Giardino della Minerva.

Anche la provincia di Salerno, ovviamente, può contare su numerosi poli turistici. In alcuni casi vere e proprie eccellenze, in altri casi tesori lasciati abbandonati al loro destino nonostante la gloriosa storia.

VILLA GUARIGLIA (RAITO DI VIETRI SUL MARE). La storica residenza dell’ambasciatore, che fu anche sede del governo durante i giorni di Salerno Capitale, è inagibile a causa di uno smottamento che ha riguardato parte della parete che costeggia lo stradone d’ingresso che conduce alla Villa. Soldi per correre ai ripari non ce ne sarebbero. Resta accessibile la Torretta belvedere.

AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM. È, probabilmente, il fiore all’occhiello del territorio salernitano. L’area comprende la zona degli scavi e il museo, per una suggestiva passeggiata nella storia dell’Italia. Da sempre punto di riferimento per i turisti italiani e stranieri, il Parco sta rivivendo una seconda giovinezza, anche grazie all’intervento del suo direttore Gabriel Zuchtriegel, che ne è alla guida dal 2015.

ORARI. Tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30. Fino al 31 agosto area archeologica e museo resteranno aperti fino alle 22.30. Il sabato e la domenica, fino al 26 agosto, fino a mezzanotte.

CERTOSA DI SAN LORENZO (PADULA). Si tratta della prima certosa costruita in Campania e, nel 1998, fu dichiarata Patrimonio mondiale dell’Unesco.  È uno dei più sontuosi complessi monumentali barocchi del Sud Italia ed è la più grande certosa del paese, nonché tra le maggiori a livello continentale. Anche nel caso del complesso monumentale del Vallo di Diano, si sono registrate alcune mancanze, come quella dei bagni e dei cestini per la raccolta dei rifiuti. Un recente intervento della direzione ha consentito la riqualificazione di alcune aree degredate.

ORARI. Dal mercoledì al lunedì: 9,00-19,30

VILLA D’AYALA (VALVA).  È uno dei piccoli tesori “nascosti” della provincia di Salerno. Una villa di 600 metri quadrati, circondata da un meraviglioso bosco misto e con due giardini all’italiana. Il parco – disseminato di fontane, statue e piccole architetture – ha un estensione di 18 ettari, è completamente circondato da mura ed è caratterizzato da un sistema di caverne e canali, forse risalenti ad epoca romana e con funzioni di incanalatura delle acque e di cava per il materiale da costruzione.

ORARI. Sabato, domenica e festivi sempre aperti per le visite guidate dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 16.00 alle 18.30.

Più complessa la gestione del patrimonio artistico-culturale nella provincia nord di Salerno. In particolar modo, sono poche le informazioni relative a orari e costi dei biglietti di alcuni siti di interesse. Ad esempio, sembra – e forse lo è – un’impresa riuscire a sapere quando l’ex Polverificio borbonico di Scafati è aperto. Difficoltà di comunicazione anche per quanto riguarda Castello Fienga a Nocera Inferiore: qui,  però, con il grande impegno dell’associazione “Ridiamo vita al Castello”, è possibile usufruire di alcune aperture straordinarie della struttura. L’ultima iniziativa del gruppo per la tutela di Castello Fienga ha visto una raccolta fondi per il recupero degli affreschi normanni.

Situazione complessa a Nocera Superiore, dove, allo stato, sarebbero visitabili solo il Battistero paleocritiano e il complesso monumentale di Santa Maria Maggiore. Tutti gli altri, tra cui la Necropoli monumentale di Pizzone e il teatro ellenistico, sarebbero da recuperare completamente.

Insomma,  i comuni del Salernitano hanno davvero molto da offrire ai visitatori e quelli elencati sono solo alcuni dei principali attrattori del territorio. Salerno e la sua provincia sono tutte da scoprire e, probabilmente, una cura maggiore, una pubblicizzazione migliore e una presa di coscienza di avere alla nostra portata una ricchezza invidiabile, contribuirebbero a dar lustro a una terra che deve imparare ad amarsi.

Un pensiero su “L’eccellenza di Paestum, il declino dell’Arechi: i due volti della provincia

  1. Avete dimenticato qualcosa a Salerno? Il Museo Provinciale? La Pinacoteca Provinciale? San Pietro a Corte?

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