[GALLERY] Fedelissime, storie di un tifo tutto in rosa…

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di Brigida Vicinanza

Verso il centenario con un cuore granata e le sfumature in rosa. Il 19 giugno 1919 quella “donna” che è la Salernitana e che spegnerà 100 candeline. A preparare la torta quest’anno ci sono anche Le Fedelissime, quelle donne che per amore della maglia granata fondarono nel lontano 1985, lontane dagli stereotipi che vedevano il calcio come un sport tutto al maschile, il gruppo che seguì e che ancora segue la squadra della città di Salerno. Tra trasferte in giro per l’Italia fino al Vestuti per poi passare all’Arechi, la bandiera e lo striscione di Celeste Bucciarelli era sempre tra gli spalti e sui gradoni di qualsiasi settore, che era quello degli ospiti o quello degli ultras granata sul campo casalingo. Erano tante, oggi forse qualcuna non c’è più ma vive ancora nel cuore di tutte. Adesso ci sono le più giovani a tirare le redini, ma il regalo per i 100 anni di Salernitana potrebbe essere un riunirsi tutte insieme di nuovo sempre sotto lo stesso vessillo che è l’ippocampo. Yvonne Arenella è entrata nel gruppo a soli 18 anni e da lì non ha mai più abbandonato la sua “fede”. Oggi è tra le più giovani sostenitrici che segue la squadra ovunque come ha sempre fatto negli anni.

I RACCONTI.

“Domenica mattina sveglia presto che dobbiamo andare a mettere gli striscioni allo stadio”: tuonava Celeste a noi giovani adepte del club femminile “Le fedelissime”. Nessuna imposizione era il suo modo di renderci partecipi, perché per lei tutte dovevamo essere coinvolte nelle attività del club – spiega Yvonne – la nostra domenica era interamente dedicata alla Salernitana (come del resto tutta la settimana) quando giocavamo in casa e pensavamo a come animare gli spalti. Spesso con pon pon bianchi e granata e coriandoli, perché il tifo in rosa esiste ed è legittimato a Salerno grazie a chi come Celeste Bucciarelli ha varcato per prima i cancelli del Vestuti – continua -prendendosi insulti e improperi: “mio marito sta lavorando sei tu che non sai tua moglie che sta facendo adesso”. Celeste ha sempre avuto la risposta pronta, anche quando a Pomigliano d’Arco lei e la signora Maria Cicalese andarono con il taxi e appena scesero alcuni malintenzionati volevano un confronto e chiesero dove fossero i loro mariti Celeste candidamente rispose che i loro mariti erano al cimitero. E pensare che delle signore potessero andare da sole a vedere la partita risultava inconcepibile, così nel 1985, insieme alla signora Giovanna d’ Andrea e la signora Maria Cicalese, Celeste decise di fondare il club granata femminile “Le fedelissime”.

LE TRASFERTE.

Poi Yvonne continua a raccontare, in un flusso di ricordi senza esitazioni: “Gli anni più belli e più attivi sono stati quelli tra il 1980 e il 1990,tante battaglie, tante trasferte. Quante volte siamo tornate a casa con i vetri del pullman rotti (anche da Verona) e addirittura da Bergamo rientrammo con il treno. Tanti campi difficili: pietre, razzi, lacrimogeni, cariche della polizia (Perugia, Pescara, Napoli, Foggia, Livorno, Arezzo, Verona, Avellino, Castellammare per citarne alcune), ma anche tante vittorie emozionanti Venezia e Verona su tutte( 97/98). La Salernitana ci ha unite nella gioia e nel dolore. L’aneddoto che ricordo sempre per spiegare la mentalità con cui sono cresciuta risale ad una trasferta a Crotone, quando all’ingresso un dirigente dell’epoca ci chiese (visto che c’erano diversi tifosi senza biglietto) se a noi servissero e Celeste rispose: “noi il biglietto lo abbiamo, noi paghiamo e ringraziamo perché se sbagliate siamo libere di contestare”.

LA BENEFICENZA.

“Il club era anche attivo nel sociale – spiega Yvonne – facevamo raccolte per casa Betania e la mensa San Francesco e ogni anno partecipavamo a Pescara al meeting dei club femminili di tutta Italia, dove si discuteva del futuro del tifo in rosa con ospiti d’eccezione come Walter Zenga, Monica Vanali, Aldo Biscardi, Marco Mazzocchi. Adesso per il centenario cercheremo di riunire tutte le socie anche quelle del passato e soprattutto visto che è il compleanno della Salernitana ci aspettiamo un bel regalo noi da lei – ha concluso – visti i tanti sacrifici fatti in questi anni vorremmo belle soddisfazioni e cantare di nuovo tutte insieme “La capolista se ne va in serie A!”.

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