Vaccini, Naddeo: «Istituzioni tutelino i bambini»

di Erika Noschese

È polemica tra i parlamentari, divisi tra favorevoli e contrari alle vaccinazioni obbligatorie degli studenti. A far da padrona, ancora una volta, la disinformazione che ruota intorno ai vaccini e, mentre l’inizio del nuovo anno scolastico si avvicina, il dirigente dell’istituto superiore Trani – Moscati di Salerno e presidente provinciale dell’associazione nazionale dei presidi Anp, Claudio Naddeo, tenta di far chiarezza.

Professor Naddeo, la polemica sulle vaccinazioni continua a tenere banco, lei cosa ne pensa in merito? «Credo che sia obbligo delle istituzioni tutte, e non solo della scuola, tutelare la salute dei bambini e soprattutto di quelli immunodepressi che non possono essere vaccinati. Come ormai evidenziato da più parti, si tratta di una questione di civiltà e di un percorso avviato che deve raggiungere obiettivi ben precisi».

La scuola è il luogo più a rischio per i bambini non vaccinati, cosa si può fare per ridurre le ipotesi di contagio ai minimi termini? «Cosa si può fare? Sicuramente dare seguito alle prescrizioni previste dalla legge a tutela dei più deboli. La scuola e i dirigenti di più non possono fare. Rispetto delle norme sempre e comunque ancor più su temi delicati come questo».

Autocertificazioni da parte dei genitori ad attestare le vaccinazioni dei piccoli. E’ sufficiente? «L’autocertificazione non è la soluzione e non credo che sia una modalità accettabile per due motivi: sia perché in ambito sanitario essa non è utilizzabile e richiederebbe una precisa previsione di legge, sia perché costituirebbe un ulteriore gravame per la pubblica amministrazione, nel nostro caso i dirigenti, costretti a verificare la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dai genitori. Non dimentichiamo che moltissimi non sono neanche ben consapevoli delle conseguenze di eventuali dichiarazioni mendaci».

Quali sono gli strumenti a disposizione dei presidi per preservare le condizioni di salute dei ragazzi? «I dirigenti non hanno molti strumenti per preservare le condizioni di salute degli studenti, se non rispettare quanto previsto dalla normativa ed adoperarsi in termini organizzativi con tutte le altre componenti della scuola per garantire ambienti puliti, areati in cui siano rispettate le condizioni essenziali di igiene. Ma qui rischiamo di sconfinare in un’altra questione spinosissima, quale quella delle condizioni degli edifici e del delicato rapporto con gli enti locali…ma questo è un altro capitolo».

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