Diciotti, i 29 bambini potranno sbarcare. Ipotesi inchiesta per sequestro di persona

I 29 bambini a bordo della nave Diciotti potranno sbarcare. L’ok dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è giunto in serata, in seguito alle dichiarazioni del procuratore di Agrigento che ha sottolineato, in seguito alla sua ispezione, le condizioni critiche a bordo e, da parte del Governo, la violazione di leggi internazionali nel caso in cui dovesse perseguire la decisione di non far scendere neanche i minorenni.

Dopo quattro giorni passati al largo di Lampedusa, da 48 ore l’imbarcazione della Guardia Costiera italiana è attraccata al porto di Catania senza, però, ricevere l’autorizzazione a far sbarcare alcuno dei suoi 177 occupanti, migranti soccorsi in mare. Nella giornata di oggi, Luigi Patronaggio, procuratore di Agrigento – che sta valutando l’ipotesi di aprire un’inchiesta contro ignoti per sequestro di persona – ha effettuato una visita sulla Diciotti per valutare la situazione. «Dobbiamo fare un’attenta valutazione: la politica ha tutta la legittimità di prendere delle decisioni, ma queste decisioni non possono cozzare, contrastare con quanto previsto dalla Costituzione Italiana e dal codice penale – ha affermato Patronaggio – L’ipotesi di trattenimento illecito di persone a bordo è la conferma. È in piedi». 

«In base alle convenzioni internazionali e alla legge italiana, i 29 minori non accompagnati hanno il diritto di sbarcare – ha proseguito Patronaggio, che ha parlato col medico e i mediatori culturali a bordo e sentito alcuni testimoni – Abbiamo fatto una valutazione da un punto di vista fisico e psichico. Sono migranti provati da un lungo viaggio e da una estenuante permanenza, all’interno di una nave che non è certo da crociera».

La replica di Salvini. Il titolare dell’Interno non ha perso tempo a replicare, come di consuetudine, tramite un video Facebook. «Ci sono 29 bambini sulla Diciotti? I bambini scendano subito. Faccio un passo avanti, nonostante l’Europa vigliacca. Però per gli altri basta. Poi, se vogliono, mi processino pure: non sono ignoto». Il vicepresidente del Consiglio, poi, rincara la dose e sfida il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il premier Giuseppe Conte, facendo riferimento a quanto già accaduto qualche settimana fa sempre con la nave Diciotti:  «Se il presidente della Repubblica vuole intervenire, se vuole farlo il presidente del Consiglio, facciano pure ma senza l’avallo del ministro dell’Interno e vicepremier».

Il battibecco con Fico. Prende le distanze, Roberto Fico, che, con un tweet, si è opposto alla linea adottata dal leghista: «La giusta contrattazione con i Paesi dell’Unione europea può continuare senza alcun problema, adesso però le 177 persone – tra cui alcuni minori non accompagnati – devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue». Anche al presidente della Camera, Salvini replica durante la diretta Facebook: Tu fai il presidente della Camera, io il ministro dell’Interno di un governo che ha un programma ben preciso»

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