Invalida al 95%, «dal 1980 attendo un alloggio comunale»

«Attendo un alloggio comunale dal 1980 perché non posso permettermi un fitto, ma da quel momento ho solo fatto domande su domande e non mi è mai stato dato nulla. Sono invalida al 95% e “giro” tra Cava, Nocera e Salerno appoggiandomi da parenti».

È la storia di Palma Adinolfi, che ama Salerno e vorrebbe viverci. Ma da anni ci prova, senza arrendersi sicuramente, ma non riesce a raggiungere il tanto aspirato obiettivo. Orfana da quando aveva 4 anni, non è coniugata, ma ha soltanto una sorella a cui “non vorrebbe arrecare più fastidio”.

«Gironzolo», risponde accennando ad un sorriso che non è di resa, ma che è di voglia di riprovarci sempre. «Ho 60 anni adesso, forse perché sono sola e non coniugata, il Comune di Salerno non può darmi la casa che tanto aspetto? Mi accontenterei di poco, ma vorrei avere qualcosa che sia soltanto mio, una casa dove poter vivere nella città in cui mi piace vivere – ha dichiarato Palma – ci sto provando dal 1980 e la mia ultima richiesta risale a maggio 2016, ma ad ogni “no” mi sono rialzata almeno moralmente (perché non posso farlo fisicamente) e ne ho fatta subito un’altra e un’altra ancora. Accettano la “domanda”, mi mettono in attesa e poi il nulla più. Dovrei avere la precedenza, come da legge. E invece questa graduatoria non scala mai di posti, io mi ritrovo sempre ad andare avanti e indietro da chi mi ospita per un periodo. A Salerno ho domicilio presso mia sorella, ma di fatto non ci vivo. Sono a volte a Cava, a volte a Nocera. Senza mai trovare una collocazione per me».

Una storia travagliata quella di Palma Adinolfi, che adesso, arrivata a 60 anni, continua nella sua lotta e nella sua ricerca di una casa che possa aiutarla a stare meglio. «L’unica soluzione è accontentarsi sempre di un fitto in nero. Ma è come un cane che si morde la coda. Prendo una pensione minima di invalidità e non ce la farei a pagare una spesa così, ma poi se non riescono a farmi un contratto di fitto, non potrei ricevere il contributo dal Comune. Ma i fitti con contratto sono troppo altri per me e non ce la farei. Quindi sono in questa situazione da cui non riesco proprio ad uscirmene, ma non mi arrendo fino a quando non mi daranno ciò che mi spetta e ciò che sogno. Per me è anche difficile recarmi negli uffici competenti a portare documentazioni e carte, ma faccio quel che posso. Questa non deve essere soltanto una battaglia mia – ha concluso Palma – ma deve essere una battaglia che faccio anche per gli altri. Per chi come me si trova in questa situazione e non può affrontare tutto normalmente, ma lotta comunque per un diritto. Amo Salerno e spero ancora di poterci vivere finalmente un giorno vicino o lontano che sia».

Brigida Vicinanza

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