Dal Porky’s a oggi, Falcone: “Sfida è reggere all’impatto del Crescent”

di Pasquale Falcone*

La città di Cava ha sempre dettato le mode della Movida campana, e come di seguito specificato, ed in certi casi anche in quella nazionale.
In principio furono le discoteche: parliamo degli anni 80/90 e, nella città metelliana, vi erano lo storico Nostradamus, il Gipsy (dell’indimenticato Ciccio Troiano), il Marabù (che ospitò anche una serata della Smorfia di Massimo Troisi), il Vertigo, ed il Plastic.

Nel 1988, nel centro di Cava, al Borgo Scacciaventi, un pub (Il Moro) ed una taverna (Scacciaventi), rinominata per l’occorrenza Shock, iniziarono le prime serate con intrattenimento.

Ma la vera rivoluzione, che oggi la storia ci dice che ha fatto tendenza, furono l’apertura del Tex Saloon e soprattutto del Porky’s Music hall (pensato e realizzato da Pasquale Falcone con Luciano Vatore; il Tex anche con Damiano Ventimiglia).
In tempi dove era difficile ottenere autorizzazioni, la famosa licenza, per poter aprire un locale, approfittando di una nuova normativa che consentiva l’attività di intrattenimento e svago, congiuntamente ad attività di ristorazione, nel 1993 veniva inaugurato il Porky’s: cinquecento posti a sedere, dove poter mangiare, ballare, ascoltare musica dal vivo, cabaret ed anche un pizzico di trasgressione, senza mai travalicare i limiti del buon gusto tanto che il motto era “quando la trasgressione diventa divertimento”. 

Il Porky’s cambiò il modo di fare musica e animazione nei locali. Il classico piano bar venne soppiantato dalla musica sequenziata dove, sullo stesso ritmo, si cantano tutta una serie di canzoni (quello che tutt’ora si vede nei locali). Tutti però attendevano il sabato quando – all’una di notte in punto – iniziava “Porcellandia”, lo show di Pasquale Falcone durante le ragazze del pubblico giocavano allo spogliarello.

Il Porky’s era anche sinonimo di cabaret. Basti pensare che sul palco è nata la maggior parte dei comici oggi in circolazione: Alessandro Siani (compenso 200.000 lire), Biagio Izzo, Fischetti, Simone Schettino, Paolo Caiazzo e tanti altro.
Si esibivano anche personaggi che avevano raggiunto il successo nazionale: Enzo Iacchetti, Beppe Barra, Federico Salvatore, i Lunapop, Vittorio Marsiglia e molti altri ancora.
Anche i media nazionali si “appassionarono” al fenomeno Porky’s: Maurizio Costanzo Show, Verissimo, I ragazzi del 99 e Percorsi d’amore.
In 25 anni circa, 2.000.000 persone hanno varcato la soglia del mitico locale, si sono festeggiati oltre 10.000 addii al celibato e 5.000 addii al nubilato.

Finita la moda delle grandi discoteche, non piacciono più le mega strutture localizzate nelle periferie; tramontata anche quella dei locali di intrattenimento – praticamente, la musica dal vivo ed il cabaret non funzionano, uccisi dall’appiattimento di chi canta su basi preregistrate e dalla forza di internet – oggi il pubblico giovane, e non solo, cerca locali tranquilli dove poter cenare in tutta serenità. Le trasgressioni della discoteca, si sono trasferite nelle trasgressioni culinarie e i contest e i tour gastronomici sono le nuove frontiere.

Cava, come sempre, ha intuito in anticipo il cambiamento delle mode e si è adeguata. Aiutata da un centro storico unico nel centro Sud, da una notevole area di parcheggi, e dall’intraprendenza di giovani imprenditori (per l’80 % Cavesi) continua ad essere la regina della movida campana.

Si contano, solo lungo il borgo porticato, da Piazza Lentini al Borgo Scacciaventi ( e vicoletti) oltre 100 attività di bar, pizzerie ristoranti e gelaterie, un’offerta variegata con oltre 800 posti a sedere ai tavoli esterni alle attività. Tutte insieme le sole attività del centro danno lavoro ad oltre 1.500 persone. Una piccola industria, o meglio, un grande centro commerciale all’aperto (ma dove puoi ripararti in caso di pioggia)

Il sabato sera si calcola che a Cava giungono dalle 15.000 alle 20.000 persone da tutta la Campania.

La sfida futura è reggere all’impatto dell’apertura del Crescent a Salerno.

*regista e produttore

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