Strade vuote e desolate. Dov’è finita la Movida?

Il clima è surreale. Le strade e i marciapiedi sono deserti, illuminati e animati solo dai lampioni. Poche le voci che si sentono, ancor meno le persone che si vedono accomodate ai tavoli dei locali o a quelli dei ristoranti. Messa così, potrebbe sembrare la descrizione di una qualsiasi notte inoltrata di febbraio. Magari di una di quelle piovose e particolarmente fredde.

Invece no, questa potrebbe essere la descrizione di una qualsiasi sera a Salerno. Che sia primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera, la situazione, da qualche tempo a questa parte, è sempre la stessa. Lo è nel cuore della città vecchia, lo è anche in tutti gli altri quartieri. Perfino la Rotonda, storico luogo di ritrovo, fulcro di economia e movida, appare in tutta la sua desolante solitudine. Le periferie, sempre piuttosto maltrattate, oggi sono diventate periferie di se stesse.

Eppure, non sono lontanissimi i tempi in cui il centro storico, tanto nella sua parte interna che in quella esterna, era colmo di persone; di giovani che tra un panino, una bibita, una chiacchiera e della buona musica, trascorrevano le proprie serate. Crescono le persone, cambiano i tempi e la movida si modifica. In città, però, l’involuzione è stata troppo netta per passare inosservata, soprattutto se paragonata al rifiorire della vita notturna in territori vicini – uno su tutti, quello di Cava de’ Tirreni che può contare su diverse iniziative e su un buon utilizzo della mediateca Marte –, che stanno riprendendo in mano le redini del settore, riuscendo a interessare e coinvolgere in maniera mirata e diversificata un pubblico più ampio.

Il fenomeno “Movida”, quello sul quale la città e i suoi amministratori hanno puntato nel corso degli ultimi 25 anni, non c’è più o, almeno, è cambiato talmente tanto da essere irriconoscibile perfino per gli stessi salernitani. Il punto forte della movida cittadina sono sempre state le attività del ramo della ristorazione, con qualcuna di quello dell’intrattenimento a provare a tenere il passo. Un’offerta mai troppo ampia, che, con gli anni, ha finito per appiattirsi completamente fin quasi a scomparire.

Le realtà che provano a diversificare, a mettere a disposizione dei salernitani una serata che concili gastrononia e intrattenimento, sono ormai poche e sono sempre più isolate. Circostanza, questa, che ha portato alla chiusura di storiche attività commerciali, crollate sotto il peso di un’assenza troppo ingombrante. Senza parlare dell’assenza di aree parcheggio, comode e con prezzi contenuti: le attuali zone di sosta, infatti, sono poche e decisamente care. In molti, infatti, desistono dal proposito di fermare la propria vettura e si recano altrove.

Certo, stando all’ultimo studio condotto dalla Camera di Commercio di Milano MonzaBrianza Lodi, Salerno, con 22.924 esercizi, si attesta quale sesta provincia italiana per numero attività legate alla movida (ristorazione, alberghi, shopping, tempo libero, sport, eventi e musica). Un numero che pone il Salernitano immediatamente alle spalle di realtà come Roma, Napoli, Milano, Torino e Bari. Peccato, però, che molte di esse si trovino a fare i conti con fatturati che fanno tutt’altro che sorridere.

2 pensieri su “Strade vuote e desolate. Dov’è finita la Movida?

  1. Ma come in alcune interviste sento politici dire che le attività che aprono sono più di quelle che chiudono ,che i commercianti non sono al passo perché devono fare pubblicità sui social chi è capace ad usare i social ha più fortuna è che non pasta aprire la saracinesca ed aspettare insomma secondo loro siamo tutti stupidi forse però non si sono chiesti gomme mai un ristorante storico come il Santa Lucia perché ha chiuso oppure perché non si fa più musica nei locali e non si sono chiesti che tipo di turismo deve alla città di Salerno
    Invec di puntate su un turismo di massa che come sappiamo tutti non porta a nulla e sperare di spostare la movida al crescent dovrebbero iniziare a tutelare ciò che già è vivo e che sopravvive ma questi signori fanno i politici e giustamente non possono ne esporsi ne dire la verità ai cittadini che fino ad oggi stanno combattendo ma preferiscono continuare a far finta che tutto va alla grande e la chiamano la Salerno d l bene in vivere tra poco si chiamerà la Salerno del buon dormire

  2. il motivo principale che ha spento la movida a Salerno è innanzitutto il costo del parcheggio unito alle varie restrizioni sulla musica fuori e dentro i locali. Non si può pretendere di avere movida senza dare un motivo di divertimento alle persone. I disordini e la confusione sono l’altra faccia della medaglia di una movida attiva ed è normale che ci siano in posti affollati dove c’è gente che si diverte. Invece di vessare le attività con divieti vari, bisognerebbe aumentare la presenza dei vigili urbani per mantenere l’ordine.

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