Destra, dove sei?

di Alessandro Rizzo 

Ma la destra dov’è? Sì, lo so, vado controcorrente rispetto al tormentone social che da un po’ di mesi ci tortura con la frase, messa lì ironicamente sotto post di ogni tipo, “e il Pd?”. Ma la domanda è seria e trova la sua ragione nella situazione ibrida che vede la Lega ormai in rottura con Forza Italia in buona parte dei contesti territoriali locali.

Due storici alleati, oggi opposti al governo centrale, dovranno -o dovrebbero- trovare una sintesi alle prossime amministrative. Chiaro che il problema non vale tanto al sud, sebbene sbaglierebbe chi sottovalutasse la posizione della Lega anche al meridione.
In questo scenario di estrema confusione, da ogni lato, gli orfani non sono solo gli elettori di sinistra, che non vedono -già da un po’- alcuna politica di sinistra da parte del Pd, ma anche gli elettori dell’area cattolica, privati del tutto di ogni punto di riferimento. Mi vengono in mente le parole del Cardinale Ruini, a febbraio scorso sul Corriere, “nell’Italia arrabbiata i cattolici rischiano l’irrilevanza”.
Perché è evidente a tutti che la situazione politica è frutto del voto di un’Italia arrabbiata. L’arrabbiatura, peraltro, si è acuita in conseguenza delle politiche del Pd: il protezionismo verso le banche, l’accoglienza dei migranti e altri temi più o meno veri, più o meno fondati.
A questo punto incuriosisce scoprire quanto la politica populista della Lega sarà in grado di catalizzare anche qui da noi l’elettorato locale, se essa proverà a convergere con Forza Italia e Fratelli d’Italia in una coalizione unica e come si porrà, in tale eventualità, il Movimento 5 Stelle.

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