Quel maledetto settembre

di Andrea Pellegrino

Settembre di otto anni fa. Un mese orribile. Due fatti di cronaca che hanno segnato la provincia di Salerno in maniera pesante: l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo e la furia del torrente Dragone ad Atrani che spezzò la vita della giovane Francesca Mansi.

Da allora, sono trascorsi otto anni ma in entrambi i casi i responsabili non sono stati ancora assicurati alla giustizia. Due vite spezzate tragicamente, a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. L’una per mano di pistola, l’altra per la ribellione di una natura sempre più devastata e violentata. Nessun colpevole per Angelo Vassallo; nessun colpevole per Francesca Mansi, la cui famiglia, tra l’altro, non ha ottenuto nessun risarcimento del danno. Da allora non abbiamo imparato nulla. E se per l’omicidio Vassallo abbiamo seriamente rischiato che il caso venisse chiuso definitivamente dall’autorità giudiziaria, per l’alluvione di Atrani la severa lezione non è servita completamente a nulla.

Basta girarsi intorno, al termine di un temporale, per comprendere l’incuria dei territori e l’abbandono di ogni azione di manutenzione da parte delle amministrazioni locali, sempre più impegnate in feste e manifestazioni e sempre meno interessate all’ambiente e alla cura di strade, ponti, valloni e fiumi.

E chissà quanti morti ancora dovremo piangere prima che si sfati il teorema secondo cui la manutenzione del territorio non porta voti. E chissà se a breve scopriremo l’assassino o gli assassini del sindaco pescatore. Chissà se la famiglia Vassallo finalmente troverà giustizia dopo anni ed anni di sofferenze. Chissà se questo mese di settembre ci regalerà qualcosa di buono, ripagandoci di quel che è accaduto, di questi tempi, 8 anni fa.

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