Acciaroli non è omertoso. Acciaroli ha paura

di Dario Vassallo*

Dopo 4 anni torniamo ad Acciaroli per la festa della Speranza: non torniamo volentieri, ma siamo convinti che ricordare Angelo, quest’anno, ad Acciaroli, porterà alla conclusione delle indagini.

Torniamo qua perché siamo consapevoli che 3, 4 personaggi, sanno più cose sulla morte di Angelo che un intero comune. Acciaroli non è omertoso, Acciaroli ha paura. Sono 8 anni che giriamo l’Italia e durante questi anni tutti si chiedono come sia possibile che ancora non si sia arrivati alla conclusione delle indagini e ad assicurare gli assassini di Angelo alla giustizia. La risposta è semplice, alcuni sanno cosa è successo quella terribile sera e costoro dopo anni di indagini se non hanno parlato sono complici o, per paura, sono diventati complici dell’omicidio di un sindaco dello Stato, rischiando oltre 20 anni di carcere.

Dall’altra parte c’è stato il silenzio della politica, di una certa politica: forse sono gli stessi che in questi anni hanno tentato di oscurare la figura di Angelo Vassallo e ostacolare il cammino della fondazione a lui dedicata. È la stessa politica che ostacola la diffusione della pièce teatrale “Il sindaco pescatore” ed è la stessa che durante questi 8 anni ha impoverito il paese e il nostro sud.

Durante questi ultimi 4 anni anni abbiamo ricordato Angelo in città diverse, in regioni diverse. Nel 2014 siamo stati a Casal di Principe insieme al sindaco Renato Natale e a Marisa Diana, nipote di don Peppino Diana. Nel 2015 siamo stati a Montopoli di Sabina, nel Lazio, con il sindaco Antimo Grilli, alle prese con un comune con un dissesto finanziario, in quanto i media riportano che un uomo della precedente amministrazione aveva “distratto” circa 1 milione di euro. Distratto? Nell’anno 2016, siamo stati nella fantastica Peschici, in Puglia, insieme al sindaco Franco Tavaglione e alla sua amministrazione. L’anno scorso la fondazione ha ricordato Angelo a Rosolina (Rovigo), insieme al primo cittadino Franco Vitale.

Oggi, se abbiamo deciso di tornare nel Cilento non è per scuotere le coscienze, perché quelle di certi individui sono inesistenti. Siamo qui per far saltare quel “tavolo” di commistione politica affaristica che durante questi 8 anni ha continuato a mangiarsi il Cilento e, come avevo previsto, molti, in così poco tempo, da proprietari sono diventati “garzoni” delle proprie case.

L’avidità di taluni è sotto gli occhi di tutti e Acciaroli, da borgo marinaro, si è trasformato in una brutta copia di un qualsiasi posto turistico, perdendo ogni riferimento al fatto che noi siamo pescatori e contadini e non grandi imprenditori con grandi capitali. I grandi capitali, non sempre ma molte volte, nascondono altre cose.

Pensandoci bene, noi con la nostra fondazione siamo stati nel Cilento tra i pochi a continuare a fare ‘sconzajuco’ a rompere il gioco. “Sconzajuco” era il nome che Libero Grassi aveva dato alla sua barca. Speriamo di non fare la stessa fine. 

*presidente Fondazione Angelo Vassallo

Un pensiero su “Acciaroli non è omertoso. Acciaroli ha paura

  1. I Cilentani, non sono omertosi e non hanno paura, ma si sono adeguati alle regole che in questo momento storico primeggiano.
    Secondo il mio modesto parere, sara’ difficile eliminare il parassitismo politico praticato dalla quasi totalita’ della classe politica locale,
    che e’ una delle suddette cause dell’attuale declino politico, economico e sociale.

    Con affetto sincero, verso una delle poche oneste e lungimiranti personalita’ politiche cilentane, Angelo Vassallo.

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