Arechi rugby, tra storia e innovazioni insieme ai Dragoni

di Vittorio Cicalese

La stagione 2018/2019 si appresta ad essere una delle più importanti di sempre per il sodalizio gialloblu e per le squadre salernitane.

2018-2019, ossia la settima stagione che vedrà su un campo da rugby la squadra più forte di Salerno, la prima di Salerno città a raggiungere la serie B nazionale e sicuramente la più quotata per progettualità ed impegno profuso sul territorio.

Non è una semplice “sviolinata”: la società guidata dal presidente Roberto Manzo ha infatti avuto sempre una costante, quella dellaprogettualità mirata alla crescita sociale della città e della provincia di Salerno, pur restando attenti agli importanti obiettivi che la squadra seniores ha mirato e ottenuto sul campo. 

Da un lato, infatti, la stagione 2018/2019 si prospetta come quella della conferma per la prima squadra,allenata anche quest’anno da Luciano Indennimeo, per dimostrare che la categoria è assolutamente meritata per l’intera rosa. C’è da dire che in questa stagione, rispetto agli altri anni, ci saranno molte novità progettuali: ravvivare le giovanili, puntando alla qualità e dando quindi maggior slancio alle future generazioni di rugbisti salernitani è un obiettivo comune a tutte le società che hanno preso parte alla Franchigia Territoriale dei Normanni, di cui Lucio Radetich è il presidente.

Spicca, per storia recente, la presenza del Salerno Rugby che ha resistito ad un cambio generazionale nel quadro della dirigenza ed ha intrapreso un percorso comune con l’Arechi Rugby, appunto, dando vita ai Normanni per realizzare un progetto di crescita dei giovani rugbisti di categoria under 16 e under 18 che potrà sicuramente giovare al movimento salernitano.

Da quest’anno, novità anche nella franchigia che vedrà la partecipazione attiva del Rugby Sacro Cuore di Pompei, altra squadra con la quale è stato possibile condividere mission e strategia sul medio-lungo periodo sia in campo sia sul sociale. Proprio la collaborazione tra Pompei, Arechi e Normanni ha permesso al progetto “Una breccia nel muro”, realizzato per “bambini speciali” accolti a Salerno, di realizzarsi e di vincere il premio “Responsabilità Sociale 2018” della Fir Campania.

Ma non finisce qui, perché se di qualità si tratta è ovviamente necessario partire “dal basso”: quest’anno saranno realizzati nuovi progetti nelle scuole che consentiranno al movimento salernitano di farsi conoscere e di crescere con la possibilità di crearesquadre studentesche sin dalle under più piccole (la Federazione Italiana Rugby riconosce come prima “under” valida la under 6), dando quindi la possibilità al territorio di conoscere al meglio ed attivamente uno sport che può diventare un vero volano di crescita sportiva, sociale e culturale sull’intero territorio. Da quest’anno, dunque, spazio al minirugby ed alla seconda annualità del progetto di rugby propedeutico dedicato ai bambini dai 3 ai 7 anni.

Ultima chicca è legata al ritorno del rugby femminile in casa Arechi: dopo una breve pausa, le ragazze gialloblu ritorneranno in campo partecipando alla Coppa Italia Seven con l’obiettivo di aumentare i numeri e creare i presupposti per una drastica crescita quantitativa e qualitativa, provando a puntare (perché no) all’iscrizione al campionato di serie A tra qualche tempo. In fondo, con Silvia Gaudino (ex capitano della nazionale italiana femminile più vincente della storia del 6 Nazioni) nel gruppo tecnico-dirigenziale non ci può aspettare nulla di diverso.

Ultimo ma assolutamente non per importanza, il nuovo campo che si sta preparando ad essere la casa del rugby di Salerno e provincia: a Mercato San Severino, frazione Ciorani, è stato presentato nei giorni scorsi il progetto per un nuovo campo che abbia tra l’altro funzione sociale ed inclusiva per tanti giovani ragazzi del comune salernitano. Un altro notevole passo in avanti per lo sviluppo territoriale della disciplina.

Un percorso che si delinea con prospettive ampie per il medio-lungo periodo, per consentire al rugby salernitano di avere nuove leve di qualità che possano crescere rugbisticamente acquisendo tutti i valori fondamentali che lo sport trasmette sia dentro sia fuori dal campo: con questi presupposti, il rugby salernitano può puntare ad avere squadre di èlite nelle categorie under 14-16-18 già tra 4 o 5 anni, puntando a realizzare il capitolo finale previsto dalla franchigia, ossia la realizzazione di squadre locali che possano unire le proprie forze per dar vita ad una selezione di giocatori che possano puntare a livelli più alti sin dalle giovanili, aumentando drasticamente le prospettive e le opportunità a disposizione del parco giocatori che le squadre salernitane.

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