Cava, città del commercio grazie a bellezza e accoglienza

di Aldo Trezza*

Cava de’ Tirreni è per antonomasia la città del commercio. Lo dice la storia, i cavesi erano commercianti fin dalla nascita della città. Il nostro corso porticato è nato come strada del commercio, ancora oggi l’economia si regge su circa 2000 attività commerciali.
Grazie alla Confesercenti è stato creato il primo centro commerciale naturale della Campania, proprio consorziando negozianti del centro storico.

Il commercio risente delle crisi economiche, dei trend nazionali; quando le famiglie hanno meno da spendere i primi a risentirne sono i commercianti. Ed infatti dove maggiormente si registra una flessione nei consumi , anche nella nostra città è nell’abbigliamento e nell’alimentare, molto meglio, paradossalmente, locali pubblici e la movida in generale. Un fenomeno questo che negli ultimi anni si sta maggiormente consolidando grazie ad alcuni fattori fondamentali: i parcheggi che sono molti, a ridosso del centro e anche con tariffe più basse rispetto ad altre città e la grande capacità attrattiva, di innovazione, di offerta dei nostri operatori della movida, che sanno interpretare i bisogni non solo dei giovani ma anche di quella fascia di persone che cerca luoghi belli, sicuri, dove si mangia bene, si fa buona musica, insomma dove si sta bene e senza pensieri.

La nostra città offre tutto questo, abbiamo la fortuna di vivere in un centro che è unico nel sud Italia, con un corso porticato che non ha eguali non solo in termini di offerta ma anche sotto l’aspetto architettonico.

Certamente nel corso dei decenni il commercio cavese è cambiato. Resiste quello di vicinato in periferia e sulle frazioni, per fortuna, grazie anche alla conformazione del territorio, non si sono sviluppati grandissimi centri commerciali, abbiamo un’ottima ristorazione, nella pasticceria siamo tra le eccellenze regionali, nell’abbigliamento abbiamo punti di vendita di assoluta qualità, di firme e alta moda.

Ma i grandissimi centri nati un po’ ovunque in regione certamente incidono moltissimo perché sono luoghi dove intere famiglie passano la giornata e ovviamente spendono. Inoltre c’è un generale abbassamento della qualità dell’offerta no food. Tolti i grandi negozi e le grandi famiglie di commercianti storici di abbigliamento, ma anche di accessori, che sono il vanto di Cava de’ Tirreni e che sono state capaci anche di avere una ribalta nazionale, scontiamo anche la vendita di prodotti non in linea con quella che è la nostra tradizione commerciale fatta di catene di franchising che fanno una vendita aggressiva, che durano qualche anno e cambiano alla velocità della luce.

Cava de’ Tirreni si regge sulla bellezza e sull’accoglienza, in entrambi i casi è fondamentale che l’amministrazione comunale abbia una cura maniacale per il decoro, la pulizia, la manutenzione ordinaria. Ne approfitto per lanciare un appello al Sindaco Servalli, togliamo quei brutti cestini che furono oggetto di un concorso di idee proprio per il decoro urbano del centro storico da parte del Centro Commerciale Naturale e che non sono stati una scelta felice, diventando perfino orinatoi dei cani, cambiamoli tutti e moltiplichiamone le istallazioni magari facendo intervenire anche gli stessi commercianti che potrebbero contribuire all’acquisto sponsorizzandoli.

Sono questi gli spetti importanti direttamente collegati al buon andamento del commercio, I commercianti poi devono essere sempre di più al passo con i tempi, dimostrare la massima serietà, offrire non solo un prodotto ma anche servizi, essere colui al quale ci si può rivolgere per essere consigliati, avere la massima professionalità. Ma in tutte queste cose i commercianti cavesi sono maestri.

*responsabile Confesercenti Cava de’ Tirreni

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