Turismo scelta ‘sostenibile’? Una partita da vincere

di Agostino Ingenito

Salerno, così come la sua provincia, può aumentare il suo appeal e giocare una sua partita internazionale, cogliendo le opportunità dei positivi trend turistici in crescita a livello mondiale?

La risposta è sì, a patto che sia chiaro chi fa che cosa e perché in questo settore, che per la sua fondamentale interazione con il territorio necessita di parametri certi: sicurezza, infrastrutture, servizi e, aggiungerei, cultura dell’accoglienza. La spesa turistica in Italia, secondo i dati della Banca d’Italia, è del +5,7% con +4,5% di arrivi e di +6% di presenze come conferma l’Istat. Assoaeroporti certifica un +6,4% di passeggeri negli aeroporti italiani, le Ferrovie dello Stato ne dichiarano un +18,3% e l’Aiscat, l’associazione dei concessionari autostradali segnalano un +1,8% di veicoli leggeri. 

È una sfida per competere e se non altro avvicinarsi a destinazioni turistiche mature e note, in Italia, come le città d’arte Firenze, Venezia, Roma e la frenetica ed innovativa Milano, la riviera romagnola e i numeri sorprendenti del Lago di Garda o la crescente attenzione verso la destinazione Napoli e il suo Golfo e la Penisola Sorrentina. 

La parola chiave è sostenibilità. Credo che il territorio possa giocare le sue carte, puntando certo ai suoi noti attrattori naturalistici come la Costiera Amalfitana e il Cilento, che vanno promossi di più e meglio, e garantendo anche quel turismo di prossimità che la città di Salerno e il suo hinterland ha raggiunto con un trend in continua crescita di un target di viaggiatori individuali in linea con le tendenze attuali di urban life.

I dati finora registrati sul territorio sono interessanti, seppur il turismo, soprattutto quello ricettivo extralberghiero, è cresciuto in fretta e non sempre con criteri di qualità.

I salernitani hanno compreso la potenzialità del settore e, forse spinti anche da una crisi perdurante del mattone, hanno reso disponibili immobili da destinare al turismo; spesso, però, senza crederci molto ma spinti solo dalla necessità di garantirsi rendite a buon mercato.

Un passo falso che rischia di implodere e di rendere male l’immagine di una città che negli anni ha comunque dimostrato di poter andare oltre il suo ruolo di meta da escursionisti a poco prezzo. Sia chiaro: mai come per il turismo la fluidità è la parola d’ordine.

Bastano nuove mete, cambi di linee aeree e qualche pubblicità negativa o evento nefasto e la crescente concorrenza territoriale e il rischio di ritrovarsi in difficoltà è dietro l’angolo. Ma gli ultimi anni ci confermano che Salerno cresce, malgrado le tante storture di un sistema cittadino che ha fatto fatica ad aprirsi all’accoglienza.

Mancano infrastrutture, i servizi sono spesso inadeguati e di basso livello e c’è una cultura di accoglienza che non è sempre a portata di tutti. Il settore ricettivo extralberghiero è ormai una risorsa per molte famiglie, va sostenuto con chiari progetti di qualificazione. 

È la sostenibilità, la chiave di volta che può garantire alla Costiera Amalfitana di uscire fuori da quel vecchio modello di turismo che non fa bene ai territori così fragili e preziosi.

Serve uno scatto vero, un’inversione di tendenza che punti ad una programmazione che non può essere quella di una stagione. Servono scelte che i piccoli Comuni della Costiera fanno fatica a fare; serve eliminare quel traffico veicolare che non rende giustizia ad un ecosistema meraviglioso che va invece esaltato per la sua biodiversità. 

Come? Occorrono progetti di intermodalità che prevedano aree di interscambio, con il potenziamento di vie del mare e trasporto pubblico sostenibile. 

La partita si può vincere. Il viaggiatore che arriva a Salerno, ama giungere in treno, vivere la città e immagina di raggiungere i grandi attrattori della provincia, come la Costiera, Paestum e il Cilento con mezzi adeguati, comodi ed economici. L’aeroporto, quando e come partirà, sarà senz’altro un ulteriore strumento, ma ora occorre rispondere alle esigenze di un viaggiatore attento, che sceglie la sua destinazione con pochi click, cogliendo offerte low cost di voli arei a poco prezzo e puntando al risparmio ma con in tasca la volontà di vivere un’esperienza, spesso unica ma in grado di diventare quel moltiplicatore utile ad abbattere la stagionalità e puntare ad un turismo come risorsa di tutto l’anno. Anche il Cilento, che segna risultati bassissimi per questo 2018, deve andare oltre il suo attuale contesto. Vanno fatte scelte coraggiose dai cilentani e non da altri. Per anni interventi a pioggia ed esterni non hanno consentito di lavorare ad un vero piano di rilancio che non può che dipendere da chi quel territorio lo vive.

Andare oltre la stagionalità, qualificare i servizi e pretendere infrastrutture adeguate per raggiungerlo e collegarlo, è uno degli elementi imprescindibili. 

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