La fuga di pazienti e medici

di Andrea Pellegrino

Partiamo da un assunto: gestire la sanità in Campania è quasi una missione impossibile. Lo sanno tutti. Basti contare quante persone preferiscono curarsi a fuori Regione, scartando fin da subito le strutture campane. Non c’è commissario che tenga, a maggior ragione se questo riveste anche la carica del presidente di Regione.

È accaduto con Caldoro e accade con Vincenzo De Luca, con l’unica differenza che l’attuale governatore della Campania aveva promesso mari e monti, al punto da coniare lo slogan “Mai più ultimi”. Invece, purtroppo, la classifica ci pone ancora – ed in maniera preoccupante – in basso.

Dovremmo dedicare pagine e pagine per analizzare a fondo la questione, noi proviamo a fare una sintesi, mettendo in evidenza le criticità ma anche le eccellenze. Ancora troppe le prime, ancora poche le seconde. Le strutture, certo, non agevolano il lavoro dei volenterosi, troppo pochi rispetto ad una classe infermieristica e medica che nel corso del tempo ha perso entusiasmo e voglia di innovarsi. Basti pensare che anche plessi come il “Ruggi d’Aragona” sono sprovvisti di macchinari di ultima generazione nel mentre sporadicamente si cerca di gettare fumo negli occhi inaugurando qualche strumento che al Nord si è fatto già vecchio. Uno degli ultimi esempi riguarda il laser ad eccimeri che dopo oltre 20 anni dal suo ingresso sul mercato sanitario ha fatto la sua comparsa, lo scorso anno, nel plesso di Polla tra applausi, fasce tricolori e benedizioni dello stesso presidente–commissario. Sulla ricerca possiamo stendere un velo pietoso. Si pensi che se fino a qualche anno fa il riconoscimento della facoltà di medicina era divenuta la battaglia della vita degli ex oppositori, ora maggioranza, oggi è relegata tra le mura dell’Unisa senza che nessuno dica nulla. 

Ma noi siamo certi che qualcosa di buono sia uscito, esca ed uscirà da quelle aule e sarà l’ennesimo medico che fuggirà, insieme al paziente, da questa regione.  

Una soluzione, forse, a naso, nel nostro piccolo ci permettiamo di suggerirla, partendo da un dato: la politica fuori dalla sanità ed un conseguente commissario, realmente tecnico, che non sia condizionato né che si lasci affascinare dal governante di turno.

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