La sanità che funziona: “Gli occhi del cuore” a Salerno

di Vittorio Cicalese
Non sarebbe opportuno sviolinare l’attuale formazione di materiale umano in dote presso le strutture ospedaliere della provincia di Salerno.
Eppure possiamo iniziare con il parlare di un primo “miracolo”: il personale medico ed infermieristico presente nelle strutture dislocate nel territorio salernitano ha sicuramente il merito di tenere a galla reparti e pronti soccorso che altrimenti avrebbero fatto registrare un notevole calo di prestazioni ed efficacia in favore dell’utenza.
Eppure, in quanto a “miracoli”, bisogna precisare che tra le eccellenze da registrare presso i nosocomi salernitani c’è sicuramente il reparto di Gravidanze a Rischio e Diagnosi Prenatale del “Ruggi”, grazie al quale le cronache locali, e non solo, possono registrare tanti casi di parti prematuri o di situazioni di particolare delicatezza gestite egregiamente dallo staff che fa riferimento al direttore facente funzioni, dottor Raffaele Petta. Proprio in questo reparto di recente struttura, infatti, vengono seguiti casi di gravidanze con difetti di crescita fetale e patologie infettive in gravidanza, rottura intempestiva delle membrane, diabete in gravidanza e tutte le altre patologie fetali e materne in gravidanza, grazie al tandem creato dall’ambulatorio di Gravidanze a Rischio e da un secondo laboratorio interamente dedicato all’ecografia per le gravidanze a rischio. 
Altro fiore all’occhiello, sempre del “Ruggi”, è la “Torre del Cuore”: nel plesso di riferimento, distaccato rispetto al resto della struttura primaria del nosocomio della città di Salerno, si registrano numeri ben più che interessanti sia per il reparto di cardiochirurgia – che rappresenta una vera e propria eccellenza italiana tra le strutture specializzate, e sicuramente la migliore del Mezzogiorno, con quasi 900 interventi all’anno ed una percentuale del 20% degli stessi casi che provengono da altre regioni – sia per il trattamento di pazienti che necessitassero di interventi per patologie coronariche o per l’impianto di pacemaker o defibrillatori automatici. Anche ad Eboli il reparto di cardiologia, considerato per diverso tempo “di second’ordine”, è diventato un ulteriore polo d’interesse grazie al coinvolgimento del dottor Giovanni D’Angelo, attuale Presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri della provincia di Salerno.
Gli “occhi del cuore” si sviluppano anche nel reparto che riguarda gli occhi, appunto: tra il presidio ospedaliero “Maria SS. Addolorata” di Eboli e l’ospedale “Luigi Curto” di Polla, si registrano ottimi feedback per i rispettivi reparti di oculistica, con particolare riferimento del dottor Giovanni Iovieno, tra i più stimati. 
Sono vari gli ospedali che stanno intensificando e migliorando le proprie attività in termini di gastroenterologia ed endoscopia digestiva: in particolare, dopo il rinvigorimento di attività ispettive sul territorio grazie al programma “Prima Prevenzione” – sviluppato dall’Asl di Salerno con l’Istituto “Pascale” e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno – ed al supporto della campagna regionale “Mi voglio bene” per la prevenzione del tumore, diverse strutture hanno avuto la possibilità di mostrare la propria efficienza in termini di controllo e rimozione di eventuali polipi. Il caso interessante di uno degli ospedali più a rischio negli ultimi anni, il presidio ospedaliero “San Francesco d’Assisi” di Oliveto Citra – salvo proprio grazie alla lungimiranza dell’attuale sindaco del Comune dell’Alto Sele, Carmine Pignata – con la dottoressa Stella Tammaro hanno intensificato sensibilmente le attività per le colonscopie. Stesso discorso per il presidio ospedaliero “dell’Immacolata” di Sapri – riferimento di tutto il Golfo di Policastro e l’area del Vallo di Diano, nonché del bassissimo Cilento – ed il “San Luca” di Vallo della Lucania, con menzione speciale per l’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia che ha seguito il trend positivo, distaccandosi da una tragica situazione di rallentamento nell’esecuzione dei controlli di II livello per i pazienti potenzialmente affetti da patologie importanti che riguardassero il colon retto.
Infine, un occhio al sangue, sempre utile e mai sufficiente per la mole di lavoro cui i nosocomi dell’intera provincia di Salerno sono sottoposti: i centri trasfusionali degli ospedali di Salerno, Eboli, Polla e Vallo della Lucania risultano tra i più attivi in tutte le fasi dell’anno, con particolare stimolo alla donazione soprattutto nei periodi estivi, quando evidentemente le carenze di sacche di sangue si fanno sentire, rendendo necessarie campagne di emergenza per il prelievo di sangue da parte degli Enti accreditati alla raccolta.
A Salerno, inoltre, particolare attenzione è dedicata ai pazienti che abbiano la possibilità di donare anche le piastrine: la plasma-piastinoaferesi, donazione che in media dura almeno un’ora, consente infatti di donare plasma e piastrine mediante un separatore cellulare, restituendo al donatore sin dalle fasi di prelievo le restanti componenti del sangue.
Menzione particolare, in questo caso, per il Centro trasfusionale di Eboli: attivo tutti i giorni, festivi compresi, sia nella struttura di Eboli sia sui social con i continui inviti a donare, sensibilizzando la cittadinanza. 

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