Se Casalinando…

di Alessandro Rizzo

Il video pubblicato su Repubblica e sul Sole 24 Ore in cui si sente Casalino minacciare di epurazione il Ministero dell’Economia e Finanze è l’indice esatto di quanto grande sia il malessere dell’Italia.

E non tanto perché Casalino non ha alcuna qualifica per decidere una cosa del genere, quanto piuttosto perché non ne ha la competenza, innanzitutto; Casalino è un semplice portavoce e non compete a lui alcuna scelta in tal senso. Se poi le sue esternazioni hanno un’altra paternità, allora vuol dire che costui è anche inadeguato nel ruolo che occupa.

Tuttavia, la cosa più inquietante è che siffatto atteggiamento continua a non mostrarsi orientato alla esecuzione dei programmi politici posti a base della candidatura di una forza politica, quanto piuttosto a una sterile perpetuazione di un atteggiamento forcaiolo che, per quanto possa aver procurato al 5Stelle la vittoria, non ha più ragione di esistere quando si hanno in mano le sorti di una Nazione.

Il vero problema, infatti, resta lo stesso: che a 100 giorni di governo e a sei mesi dalla maggioranza in parlamento, di programmatico non c’è nulla. Sconcerta poi che le affermazioni di Casalino siano riferite ad un argomento, quello del reddito di cittadinanza, che è stato il cavallo di battaglia in campagna elettorale e la cui attuazione adesso la si vorrebbe pretendere dai tecnici di un Ministero, a dimostrazione della incapacità di rendere reali le promesse fatte. Il Movimento ha troppe anime e alcune di queste confuse come non mai. Prendiamo ad esempio la nostra città.

Non ricordo che Salerno abbia mai avuto, prima d’ora, ben due sottosegretari. Oggi abbiamo Angelo Tofalo alla Difesa e Andrea Cioffi allo Sviluppo Economico. Messi vicino sono il trionfo della eterogeneità. Garbato e moderato Tofalo, rumoroso e supponente il secondo. Tofalo, divenuto molto esperto in materia per essersi occupato del Copasir nella Legislatura precedente; silente, quasi assente, Cioffi, in un ruolo tanto delicato.

E poi c’è l’ulteriore continua frattura tra Movimento e Lega che neppure contribuisce alla individuazione di una linea da seguire. E c’è da dire che questo susseguirsi di grida inutili, da parte di chi invece avrebbe il compito di fare, finisce per rendere impossibile al Pd l’esercizio del ruolo di opposizione. Opporsi a cosa? Ai proclami? Alle minacce? Col paradosso che Pd, in caduta libera, dopo aver pagato il prezzo degli errori politici commessi al governo, finisce per continuare a pagare a caro prezzo anche l’impossibilità di recuperare un po’ di visibilità attraverso una opposizione seria ed efficiente.

Così finisce che Martina a Telese Terme non riesce a conquistare un parterre che superi le 100 persone sicché anche lo scenario regionale comincia ad apparire più chiaro. Certo è che se continua così, la legge di bilancio sarà l’esame che deciderà il futuro del nostro Paese.
 
 
 

 
 

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