Cittadella Giudiziaria, la storia (quasi) infinita

La colonna sonora perfetta avrebbe potuto essere “The neverending story” di Limahl. Già, perché quella della Cittadella Giudiziaria di Salerno sembrava davvero destinata a essere una storia infinita. La luce in fondo al tunnel è, però, ormai visibile: pare, infatti, che il 2018 possa essere l’anno della vera conclusione del mega complesso progettato dall’architetto britannico David Chipperfield nel 1999. Un termine più volte rinviato ma che, ora, sembra essere realtà.

Lavori lunghi 15 anni che, però, non hanno impedito che avessero luogo circa una decina di inaugurazioni: all’avvio del cantiere; alla conclusione delle opere strutturali; all’apertura di parcheggi e archivi; alla consegna dei primi tre edifici e alla partenza del cantiere degli ultimi tre. A queste si aggiungono anche quelle delle opere collaterali, come il Faro della Giustizia, adiacente alle palazzine, e la rinnovata piazza Dalmazia. Alla fine dell’anno, per quella che dovrebbe essere l’ultima inaugurazione della storia della Cittadella, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha annunciato la presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Stando al nuovo cronoprogramma di trasferimenti dal vecchio palazzo di giustizia di corso Garibaldi alla struttura di via Dalmazia, dal prossimo mese di novembre, tutte le udienze della terza sezione penale del Tribunale di Salerno si svolgeranno presso i nuovi locali; dal gennaio del 2019, poi, il trasloco riguarderà anche la Corte d’Assise. Dal secondo trimestre del 2017, infatti, sono iniziati i lavori di trasferimento delle varie sezioni (Civile, Lavoro, Fallimentare) del tribunale salernitano. Con la realizzazione delle ultime tre palazzine – gli edifici D, E ed F che hanno finalmente visto la luce – entro la fine di quest’anno, il gigantesco complesso dovrebbe raggiungere, in tutto e per tutto, la sua forma definitiva.

L’idea originaria. Una storia infinita o quasi, quella della Cittadella Giudiziaria, che inizia, di fatto, negli anni Ottanta per proseguire fino ad oggi. È durante il sindacato di Vincenzo Giordano, infatti, che prende corpo l’idea di un nuovo Palazzo di giustizia nella zona orientale della città. Lo scenario, però, cambia a partire dal 1993, ovvero con l’avvio dell’epoca De Luca e la redazione del nuovo piano regolatore di Oriol Bohigas. La costruzione del nuovo tribunale di Salerno viene dirottata al centro della città, al posto dello scalo merci ormai in disuso. Lì, oggi, ci sono le sei palazzine della Cittadella Giudiziaria: per vederle finite ci sono voluti circa 15 anni.

L’avvio del cantiere e il fallimento dell’azienda. Dopo la vittoria del progetto di Chipperfield al concorso internazionale di idee bandito dal Comune nel 1999, il cantiere parte nel 2003, quando alla guida di Palazzo di Città c’è Mario De Biase. I lavori, però, si fermano poco dopo a causa del ritrovamento di alcuni reperti archeologici: una piccola necropoli di età alto medioevale (tra l’ottavo e il decimo secolo). Terminate le operazioni di recupero, si ricomincia a scavare ma un nuovo stop è dietro l’angolo: dopo alcuni rallentamenti del cantiere a causa di difficoltà societarie, nel 2008 l’Ati vincitrice dell’appalto – composta da Romagnoli, Elettromeccanica Galli Italo e Benvenuto Gianni srl – fallisce, fermando la costruzione e lasciando l’area di lavoro.

I primi tre edifici. Trascorrono due anni e, nel 2010, l’opera viene riappaltata all’Ati Soledil-Sieme: anche in questo caso, le cose non filano lisce come ci si aspetta. Stavolta è lo stesso Comune a complicarsi la vita, ritardando con i pagamenti di alcuni stati di avanzamento lavori. Le cose si sistemano e il 7 marzo del 2014 gli edifici A, B e C della Cittadella giudiziaria vengono consegnati. Ben oltre i due anni inizialmente preventivati all’avvio dell’opera.

Il nuovo bando e il completamento dell’opera. Nel 2015, ecco il bando di gara per assegnare l’appalto per le tre restanti palazzine (D, E, F): a vincerlo è la ditta Giuseppe Passarelli, in associazione con Costruzioni Barozzi, che si aggiudica la gara – il cui prezzo iniziale è fissato a 19,8 milioni di euro – ad un prezzo ribassato a 13,5 milioni di euro. Il cantiere apre nel 2016, anche grazie al finanziamento di 27 milioni stanziato dal Cipe nell’ambito di un emendamento nella votazione della Legge di stabilità 2014, con cui furono assegnati 30 milioni di euro per l’edilizia giudiziaria con particolare riguardo al completamento delle opere già cantierate. I lavori, che pure hanno subito qualche rallentamento a causa di ritardi nelle forniture e della necessità di alcune migliorie – queste ultime espressamente richieste da magistrati e avvocati al fine di consentire un deguato svolgimento dei processi – sono terminati questa estate. Allo stato, mancherebbe soltanto la stipula del comodato d’uso tra Comune di Salerno e Tribunale, affinché gli edifici possano entrare, a pieno titolo, nelle mani della giustizia salernitana. La consegna definitiva di tutti gli uffici, dunque l’entrata in funzionamento a pieno regime dell’opera di Chipperfield, dovrebbe, però, avvenire entro il prossimo anno, quando tutte le sezioni abbandoneranno definitivamente la storica sede di corso Garibaldi e le attività si svolgeranno, nella loro interezza, nella mega struttura di via Dalmazia.

Tra fallimenti, rallentamenti e fondi bloccati, ci sono voluti 15 anni affinché vedesse la luce l’opera cittadina con più tagli di nastri (e manca ancora un’inaugurazione)A partire dal 2017 sono stati avviati i vari trasferimenti ma i problemi non sono mancati, soprattutto quando i nuovi uffici hanno iniziato ad accogliere sempre più persone: ascensori malfunzionati, spazi non adeguatamente attrezzati, parcheggi insufficienti. Le cose, pian piano, pare si stiano stabilizzando. Il tutto in attesa della (si spera) ultima inaugurazione.

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