Virtus Arechi, fidelizzare la città

di Matteo Maiorano

Battesimo di fuoco. Adesso si proverà a costruire qualcosa di importante. Dalla questione impianti alle fidelizzazioni, il basket prova ad entrare nel difficile tessuto cittadino permeato dal pallone. La Virtus Arechi di patron Nello Renzullo ha preso il via lo scorso anno ottenendo un ottimo risultato. Quest’anno l’asticella andrà inevitabilmente alzata.

La società è di recente istituzione. Cosa l’ha spinta in questi anni di crisi ad investire nel basket, proprio a Salerno?

«Sono stato coinvolto da un po’ di amici salernitani, che mi hanno dato l’idea di investire a Salerno perché qui c’è una bella tradizione sportiva e la pallacanestro mancava. Erano dieci anni che Salerno era lontana dai campionati nazionali. Abbiamo acquisito il titolo sportivo di Bottegone Pistoia ed abbiamo spostato la franchigia a Salerno, iscrivendo la Virtus al campionato di Serie B nazionale. Per le competenze acquisite negli anni è stato semplice allestire la rosa e comporre lo staff. Come direttore sportivo è arrivato Pino Corvo ed abbiamo allestito una squadra per ben figurare».

Com’è andata la scorsa stagione?

«Il bilancio è stato assolutamente positivo. Ci siamo piazzati quarti, abbiamo partecipato play-off arrendendoci soltanto alle semifinali. Ad eliminarci è stato il San Severo, una signora squadra, accreditata al salto di categoria. Questo è motivo di soddisfazione, dal punto di vista sportivo pur perdendo sono rimasto soddisfatto, ha funzionato tutto. Non era semplice portare entusiasmo».

Quale struttura è stata scelta come nuova casa della Virtus?

«L’impianto dove giochiamo le gare casalinghe è il “Palamatierno”. È una struttura capace di ospitare 600 tifosi, abbiamo sempre avuto un grosso seguito di tifosi nonostante fosse per noi l’anno del battesimo. Sono stato felice perché sono numeri importanti per la pallacanestro».

Obiettivi di quest’anno?

«Puntiamo a migliorare il posizionamento del campionato scorso, giocheremo per figurare nelle primissime posizioni. Vincere non è semplice, non è un’equazione e non dipende soltanto da noi. Ci sono avversari temibili: nel nostro girone figurano Caserta e Napoli. Sono in generale diversi i club che in fase di mercato si sono mossi bene»

Perché Salerno tra le squadre campane è quella che ha raccolto storicamente meno?

«Avellino sta ottenendo grandi risultati. Caserta ha una tradizione sportiva di altissimo livello, ha vinto scudetti, così come Napoli. A Salerno probabilmente è mancata la Serie A, è mancato un certo tipo di sistema. C’è bisogno di risultati prima di entrare nelle grazie dei cittadini. Così si può creare un indotto, fidelizzare le persone, entrare nelle scuole, creare giocatori. Anche la mancanza di impianti a Salerno città fa la sua parte, non c’è un certo tipo di struttura, un palazzetto potrebbe rappresentare la svolta. L’impianto più vicino in provincia è a Nocera, nato da un progetto di vent’anni fa. Cito inoltre Scafati o Battipaglia, dove ci sono “palestre adattate” ma non veri e propri impianti. L’idea è quella di far giocare la Virtus a Salerno. Avere un palazzetto può far nascere delle opportunità. Di questo dobbiamo parlare con le istituzioni, è un nostro obiettivo. Abbiamo bisogno di un altro anno di adattamento prima di intavolare determinati discorsi».

Obiettivi per il futuro?

«Stiamo lavorando per aggregare tutte le realtà salernitane, per farle rientrare in un singolo progetto con un unico obiettivo, quello di fare sport. Stiamo parlando con la pallacanestro Salerno, con la scuola basket Salerno c’è già una collaborazione. Dal punto di vista dei risultati sul parquet, puntiamo a far meglio rispetto allo scorso anno, ad aumentare l’appeal, creare un settore giovanile importante. Abbiamo allestito una squadra forte. L’obiettivo principale resta però fidelizzare la città».

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