Il Pd crolla, la Lega sale

di Alessandro Rizzo

È sufficiente sfogliare le pagine del Corriere della Sera e di Repubblica di sabato 6 ottobre per capire il perché di un Pd in caduta libera e di una Lega in salita.

Legittima difesa e capacità del governo. Due temi, due ottime occasioni di populismo. Da un lato il partito di Salvini ipotizza una modifica alla norma sulla legittima difesa che risulterà tanto gradita a chi ogni giorno si dichiara indignato quando ascolta di poveri cittadini condannati a risarcire i ladri entratigli in casa. Dall’altro il Pd grida allo scandalo di fronte all’unico provvedimento di sinistra che questo governo ha adottato.

La manovra della Lega è semplice, di quelle che la gente capisce al volo e si basa su tre concetti di facile impatto: la difesa è sempre legittima se c’è violazione di domicilio; la difesa è sempre proporzionata se c’è timore per l’incolumità propria e dei familiari; in caso di legittima difesa il ladro non ha diritto al alcun risarcimento e le spese legali a chi si è difeso in casa propria le paga lo Stato. Tutta roba che piace alla gente, insomma.

Le recriminazioni del Pd contro il reddito di cittadinanza si basano invece su previsioni funeste circa il bilancio dello Stato e sulla compromissione del rating statale. Debito pubblico, Pil e spread: tipici concetti di fronte ai quali l’85% degli italiani cambia canale.

Non ci si può meravigliare del fatto che la Lega viaggi nei sondaggi oltre il 30% e il Pd sia clinicamente morto. Eppure evidentemente il problema non sono i partiti ma gli italiani, di cui i partiti sono specchio. E pensare che, se si può essere politicamente contrari alle forme di assistenzialismo, la sicurezza dovrebbe essere un tema caro a chiunque, a sinistra e a destra. 

Per altro verso, invece, l’onestà di Conte, secondo il quotidiano di sinistra, sarebbe messa in discussione dal fatto che a farlo professore sia stato Guido Alpa che con lui all’epoca condivideva uno studio. Un titolone insomma! Già, perché a sinistra il baronato universitario non è mai esistito. O forse sì ma Repubblica se ne accorge soltanto adesso. Guarda caso, aggiungerei.

Il problema è sempre lo stesso: mentre gli italiani sono pronti ad ascoltare solo ciò che vogliono sentir dire, la sinistra italiana, completamente disorganizzata e ferita, vive una crisi di identità, in quella che è la peggior deriva dal dopoguerra ad oggi.

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