I VECCHI MESTIERI. Zio Rocco, calzolaio che ancora resiste

di Erika Noschese

La sua storica bottega è sorta, in un vicoletto della zona orientale della città di Salerno, circa 55 anni fa quando quello dell’artigiano il lavoro per eccellenza. Lui è schivo, riservato ma buono e disponibile con tutti. Ad oggi, quasi nessuno lo conosce davvero se non come “Zio Rocco”.

Capelli e barba bianchi, come l’età impone, ed il viso stanco di chi ha lavorato per anni per non deludere mai le aspettative dei suoi clienti. «Faccio questo da tutta la vita, ad oggi potrei essere in pensione ma voglio continuare a soddisfare le richieste dei miei clienti più affezionati», racconta zio Rocco, che non risparmia accuse al mondo della politica: «È tutta colpa della politica se le botteghe quasi non esistono più, se non per le persone come me che lo fanno più per passione che per lavoro. È colpa della politica se i nostri lavori non esiteranno più da qui a breve ma noi siamo anziani e non possiamo far molto».

Effettivamente zio Rocco torto non ha: gli antichi mestieri, come quello del calzolaio o del falegname, sembrano essere troppo distanti dai giovani di oggi, con ambizioni e prospettive di vita totalmente differenti. Ma zio Rocco nella sua bottega ancora ci crede e non sembra intenzionato a mollare. E allora zio Rocco può forse detenere un primato, seppur triste. Potrebbe essere uno degli ultimi calzolai della città di Salerno. O forse tra gli ultimi artigiani.

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