Il Madagascar di Rossano Braca: «Missioni unica via di salvezza»

di Erika Noschese

Una terra lontana e povera, come può essere il Madagascar. E’ stato questo il primo viaggio missionario di Rossano Braca, da anni impegnato nel sociale a Salerno. La sua prima missione risale allo scorso mese di luglio quando, zaino in spalla, ha deciso di lasciare momentaneamente la sua città alla scoperta di un nuovo continente, l’Africa. Rossano ha girato il Madagascar in lungo e largo insieme a don Mario Salerno, parroco della chiesa San Demetrio per portare aiuto alle popolazioni colpite dalla povertà assoluta.

«Nel nostro immaginario, l’Africa è un mondo di profumi, di colori, di paesaggi particolari. Il Madagascar che abbiamo visto noi non è quello fatto di bellissime foreste, resort di lusso. Il Madagascar che abbiamo visto noi è una megalopoli molto povera, dove l’80% e più delle persone è sotto la soglia minima di sopravvivenza; un numero di abitanti imprecisato che stanno fuggendo dalla loro unica fonte di sopravvivenza, l’agricoltura, e scappa a causa della presenza di briganti», ha raccontato Braca. Una lotta per la sopravvivenza che costringe la popolazione a doversi accontentare di umili lavori con misere paghe da un dollaro al giorno.

«E’ come un viaggio in un altro mondo perché, per quanto qui siamo impegnati nel sociale e ci dedichiamo al volontariato, lì andiamo oltre l’immaginabile, perché ci sono solo le iniziative missionarie per aiutare queste popolazioni, unica possibilità di salvezza».

Una popolazione a cui manca tutto, a partire dai beni di prima necessità come il cibo: i bambini, infatti, sono mal nutriti; manca l’istruzione e l’unica scuola presente sul territorio perde numeri importanti di iscritti ogni giorno perché le famiglie non riescono a fronteggiare neanche le spese minime, come l’acquisto di una penna e di un quaderno.

«Arrivati in Madagascar, la prima impressione è quella di impotenza: sei accerchiato da queste persone che cercano qualcosa e tu ti senti impotente. Io sono un imprenditore e tendo sempre a pensare cosa fare di concreto per aiutare il prossimo, lì non ti viene assolutamente niente in mente; non c’è nessuna possibilità e c’è una sensazione di disperazione», racconta ancora Rossano Braca. Tra i progetti per i

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Rossano Braca insieme a Prisca e Mario

l futuro c’è anche il programma di adozione a distanza “La casa di Prisca e Mario”, due bambini “protagonisti” del primo viaggio del missionario salernitano e di don Mario Salerno, finalizzato ad aiutare circa 40 bambini presenti all’interno del villaggio.

E Braca non vuole deludere le aspettative di questi ragazzi che tanto ama: a fine novembre, infatti, partirà nuovamente per il Madagascar per anticipare le festività natalizie e donare regali ai piccoli del villaggio. Poi sarà la volta del Brasile, seconda tappa del viaggio di solidarietà di Rossano Braca e don Mario. Questi e tanti altri i progetti in programma per aiutare la popolazione di una terra che può contare su una grande ricchezza che, però, è concentrata nelle mani di pochi.

Due le missioni: una a scopo sanitario e l’altra riferita all’istruzione. In quest’ultimo caso, l’obiettivo è quello di consentire lo sviluppo di una buona connessione internet per permettere ai bambini e ai ragazzi di studiare e rapportarsi con il mondo. In cantiere anche la realizzazione di un campo fotovoltaico per la produzione di corrente e che alimenti i pozzi per l’estrazione dell’acqua, attualmente manuali e poco profondi.

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