Addio al “posto fisso”, donne e bimbi del Madagascar sono il cielo stellato di Paola

Terminati i lavori per la scuola materna, si partirà subito con un dispensario in una piccola regione a nord del Madagascar ed una sala di promozione sociale per le donne.

Sono questi i progetti futuri della dottoressa Paola Giustiani, che ha deciso di dedicare la sua vita al prossimo, tanto da decidere di lasciare il “posto fisso” in ospedale per essere libera di viaggiare.

Così, a breve dovrebbe sorgere un’unica struttura composta da una sala interamente dedicata alle donne, quattro salette mediche per le visite e due magazzini, per insegnar loro a preparare dolci e torte. I lavori dovrebbero partire non appena saranno rilasciate le autorizzazioni necessarie.

Paola partirà il 16 novembre e resterà in Madagascar per circa un mese. La dottoressa salernitana si trova, ogni giorno, a combattere non solo contro la povertà di questi paesi ma anche e soprattutto contro la corruzione, un fenomeno dilagante a cui sono costretti a sottostare per evitare di veder sfumare il loro lavoro, atto a ridare dignità a queste popolazioni.

Questo slideshow richiede JavaScript.

«Il mio primo viaggio risale al 2005 e da allora ritorno almeno 4 volte l’anno». Progetti, quelli di Paola, che finanzia lei stessa con i risparmi di una vita ed il suo stipendio: dopo aver lasciato l’ospedale, infatti, lavora come oculista presso un centro privato «ma loro sanno che ho necessità di partire spesso e mi permettono di farlo», racconta.

«Nel 2008 ho dato vita alla fondazione “Per un cielo stellato”. Si tratta di una onlus, con il capitale interamente versato da me. Idealmente, ogni stellina sarebbe un bambino salvato». E lei ha deciso di dedicare la sua vita, i suoi guadagni, il suo tempo, alle missioni.

«I miei bambini vivono da me, mangiano e dormono presso le mie abitazioni in Madagascar, perché in quelle zone tutto è a pagamento e i poveri non possono permettersi nulla ed io cerco di salvare loro la vita come posso». Insomma, una vita da missionaria fatta di progetti e speranze per ridare dignità a queste popolazioni, al limite della disperazione.

(er.no)

Rispondi