Limoni e Calatrava

di Alessandro Rizzo

Ho voluto aspettare qualche giorno prima di dire la mia e so bene che sui limoni “appesi” si è detto già tutto. Eppure la mia voglio dirla: a me tutto sommato questa novità dei limoni non dispiace.

Altro che fiori di zucca, sono proprio limoni e hanno un senso. Be’ non profumano di limone ma sembrano il primo passo per ricordare al mondo che Salerno è esattamente al centro tra la Costiera Amalfitana e il Cilento. E non sono condizionato dal parere di Sgarbi che, beninteso, ha una preparazione straordinaria e una grande competenza, ma non per questo gli si deve per forza attribuire uno spiccato senso estetico. Ma tanto qualunque luce avessero installato le reazioni sarebbero state uguali: un popolo diviso tra favorevoli e contrari. Il problema resta lo stesso ovvero che le luci d’artista come attrattiva funzionano, ma di contorno non si è sviluppato granché. Il numero di alberghi è lo stesso di dieci anni fa, segno evidente che nel turismo non c’è domanda. Sono aumentati i B&B, che però restano un’offerta a una domanda “mordi e fuggi”.

Insomma, la città non trova la dimensione europea, nonostante gli sforzi e malgrado la buona volontà di tutti. La visita di Calatrava resta uno spot, una presenza simbolica che non trova un riscontro nello sviluppo urbanistico. Anzi, pare quasi una burla visto che la sua opera più significativa, il famoso ponte sul Marina d’Arechi, semplicemente non c’è.

Non si può negare che la trasformazione urbanistica sia una missione tenacemente condotta dai politici locali. Il Crescent, che piaccia o no, la Stazione Marittima, il nuovo porto, il ripascimento delle spiagge eppure la dimensione europea manca nella testa delle persone. È forse arrivato il momento di investire di più sulla cultura, sui teatri, sui cinema specie nel centro città. Sulle scuole! Io investirei sulle scuole; la risorsa è quella.

Se pensiamo di poter convincere le persone dai trent’anni in su che sporcare un marciapiede equivale a sporcare il salotto di casa propria, ci perdiamo il tempo e la fatica. Ma se spieghiamo ai più piccoli l’importanza del comportamento civile, della conoscenza e dell’amore per i proprio luoghi e per la terra in generale, allora forse la conquista sarà fatta. È in loro che dobbiamo infondere il senso del bello, l’etica e l’estetica collegate. A loro, prima ancora che quelli luminosi, dovremmo far conoscere i limoni della Costiera, quelli veri, fargliene sentire il profumo, portarli sul Sentiero degli Dei, fargli capire che tanta bellezza è sufficiente a far convergere qui il mondo intero, senza led, senza neon. E che con un po’ di civiltà, di organizzazione e di impegno le risorse noi le abbiamo tutte, qui in Terronia, dove il 20 ottobre c’erano 28 gradi, la gente al mare e tante cose belle per nulla valorizzate.

Cose molto più belle dei pur bei limoni di plastica appesi in città.

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