Tutti “Capovolti” per l’abitabilità dei luoghi

Diritti e doveri delle persone omosessuali e Lgbt ma non solo. Francesco Napoli, infatti, trascorre le sue giornate impegnandosi in contesti sociali come quello di Capovolti, «un’esperienza bellissima che abbiamo costruito, nell’ormai lontano 2012, con un gruppo di amiche e di amici, professionisti splendidi. Siamo partiti da un progetto ambizioso grazie al sostegno di Fondazione Con il Sud».

Oggi Capovolti è una cooperativa sociale che si occupa di accompagnamento e inserimento lavorativo di persone con disabilità mentale, grazie ad un’azienda agricola a Montecorvino Pugliano all’interno della quale sono stati realizzati una casa alloggio e un centro diurno. I loro ospiti, circa venti persone, sono impegnati quotidianamente in attività riabilitative, formative e di accompagnamento al lavoro nell’agricoltura sociale e in altri contesti. Una battaglia fondamentale, quella di Napoli, che tocca un tema fondamentale: quello dell’abitare.

«Il diritto all’abitabilità dei luoghi – spiega Francesco Napoli – significa innanzitutto il diritto di cittadinanza, che non è solo un diritto scritto, o un titolo o un documento. Il diritto alla cittadinanza è il sentire che quel luogo mi appartiene, mi accoglie e mi riconosce, mi offre opportunità. Il diritto all’abitare, dunque, significa dignità d’esistenza, interdipendenza tra le persone (nessuno di noi può pensare di essere indipendente; l’autonomia è altra cosa dall’indipendenza). Ecco, una città che voglia dirsi civile deve guardare con attenzione al tema dell’abitabilità dei luoghi: diritto alla casa, diritto allo studio, diritto alla salute, diritto alla cittadinanza, diritto all’espressione della propria affettività, diritto al lavoro, diritto alla sicurezza nei luoghi di lavoro, accessibilità, opportunità. Sono tutte questioni che stanno dentro l’abitare e l’abitabilità dei nostri contesti di vita. Credo che sia un obiettivo per il quale lavorare: rendere la nostra città abitabile proprio in questo senso».

(er.no)

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