Una metropolitana fino a Nocera Inferiore

di Andrea Pellegrino

La qualità di una città si misura attraverso i servizi. Uno di questi sono i trasporti, essenziale e principale servizio pubblico che una città deve assicurare ai suoi cittadini, ai suoi visitatori, ai suoi lavoratori e ai suoi turisti. Figuriamoci se ci si vuole fregiare il titolo di “città europea”. Le milionarie luminarie, le costose opere musicali e gli interventi (privati) di edilizia, sono poca roba se non si parte dalle basi che un’amministrazione dovrebbe garantire a tutti. Ed in particolare un capoluogo di provincia.

La crisi economica, i mancati trasferimenti e tutto il resto, sono una giustificazione debole rispetto a quanti hanno necessità di muoversi solo ed esclusivamente con i mezzi pubblici. Di battaglie, quando le aziende di trasporto o gli enti erano rappresentanti dai concorrenti politici, se ne sono fatte a iosa. Poi il tutto è scomparso quando a guidare quelle istituzioni o quegli enti sono stati gli oppositori di un tempo. 

Certo è che prima, almeno, gli autobus nei giorni festivi, con tutti i disagi ed i ritardi del caso, c’erano. Oggi basta chiedere a un residente delle frazioni collinari per rendersi conto dell’odissea. Fino a qualche anno fa la metropolitana di Salerno era quasi diventata la battaglia della vita dell’attuale governatore. Oggi è scomparsa da programmi, annunci e sogni. Resta un trenino che collega i vari quartieri di Salerno. E potenziarla – in questo periodo di Luci d’Artista – costa centinaia di migliaia di euro. Ma il tutto sempre con una visione estremamente territoriale, racchiusa tra le mura della città.

Eppure l’allungamento della metropolitana, o del treno, o di come si voglia chiamarlo, potrebbe risolvere l’emergenza ormai sempre più grave che vive la città di Salerno, ormai fuori controllo e schiacciata da scelte più particolari che di interesse pubblico o basate su reali studi di settore. Un esempio su tutti. Se il treno arrivasse fino a Nocera Inferiore gran parte dei pendolari potrebbe lasciare la propria auto tranquillamente nel proprio garage per raggiungere Salerno.

A Vietri sul Mare tra breve (speriamo) dovrebbe entrare in funzione il vettore meccanico, un ascensore che collega la piazza con la stazione ferroviaria. Un’opera che non trova sua ragione di esistere (la stazione di Vietri è anche quella della Costiera Amalfitana) se non con il potenziamento dei mezzi. Ma allo stato non c’è proposta, non c’è volontà. Eppure un utilizzo maggiore della strada ferrata alleggerirebbe di non poco il traffico lungo il Viadotto Gatto, con tutte le conseguenze positive del caso. Stessa cosa vale per le autostrade. E’ possibile – ancora a oggi – che l’intera tratta costi 2,10 euro a prescindere dall’uscita? Infine su BusItalia: speriamo di non dover rimpiangere un giorno – con tutti i pregi e difetti – il vecchio Cstp. 

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