I campioni fanno centro

di Matteo Maiorano

«Un combattimento contro se stessi. Chi inizia a praticare tiro con l’arco, non lascerà mai la freccia». Parole e concetti di Antonio Gressani. Presidente e maestro dell’Arcieri Arechi Salerno 15/064, è stato il pioniere della disciplina a Salerno e provincia. Con la faretra sulle spalle, insegue il sogno di formare atleti di caratura internazionale da ormai 35 anni. E ci è riuscito, ben due volte.

Come nasce l’idea di praticare tiro con l’arco a Salerno?

«Sono 35 anni che svolgo questo tipo di attività. Sono presidente e allenatore di un’associazione attiva a Salerno da 20 anni. Intorno agli anni ’70 c’era una piccola struttura ubicata nei pressi della Litoranea. Noi abbiamo voluto fare un passo in più nel 1999 con l’apertura di una nuova associazione, Arcieri Arechi Salerno. Con il fu Sergio Bonavita, promotore dello sport a Salerno, abbiamo reso l’attività e il nostro lavoro un riferimento nazionale. E’ stato lui a fondare la prima società a Salerno».

Come si articola la pratica del tiro con l’arco presso la vostra associazione?

«L’attività è fruibile tutti i giorni dell’anno. Dal 15 marzo al 15 ottobre svolgiamo attività a Pontecagnano, nelle immediate vicinanze del Parco Ecoarcheologico: abbiamo un campo di livello internazionale da 35 piazzole. Nel periodo invernale il tiro con l’arco viene svolto presso l’istituto “Focaccia” nei pressi della Centrale del latte».

Perché questo cambio di struttura?

«Lo facciamo perché l’attività si sviluppa in due spazi: indoor e outdoor, che presentano molte diversità tra loro La prima è la distanza. Parliamo di 18 metri al chiuso mentre all’esterno si raggiungo fino a 90 metri tra freccia e bersaglio. L’outdoor presenta inevitabilmente maggiori difficoltà: non parliamo soltanto di metrature, ma c’è necessità di possedere materiali altamente tecnologici, si deve fare un allenamento particolare».

Quanti membri conta l’associazione?

«Attualmente vantiamo 70 iscritti. I costi non sono elevati. Come associazione non facciamo lucro, perché il nostro obiettivo è diffondere questo sport, ci autofinanziamo. Ognuno fa la sua parte. I soci acquistano le attrezzature personali, fanno un corso presso di noi che consiste in una ventina di lezioni fin quando l’atleta è in grado di poter gestire totalmente da solo l’attrezzo. Il tiro con l’arco è uno sport low cost».

Cosa consiglia a chi vuole intraprendere questo tipo di sport?

«Il tiro con l’arco è una disciplina incredibile. Chi inizia a praticarlo non andrà mai via. E’ un combattimento contro se stessi, per migliorarsi, contro i propri punteggi. E’ mentale, affascinante. Conta l’individuo, non è come il calcio. E’ lo sport più sofisticato al mondo. Far volare una freccia non è semplice, ci sono degli studi dietro».

Gli atleti salernitani a che punto sono?

«La nostra associazione vanta due campioni del mondo. Parliamo di Massimiliano e Claudia Mandia. Sono due fratelli che in questi anni ci hanno dato grosse soddisfazioni. Massimiliano ha vinto la medaglia d’argento ai mondiali meno di un mese fa e il campionato italiano per 3 volte. La sorella ha preso parte ai giochi di Rio De Janeiro nel 2016».

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