L’American dream di Ciro Casella: «Porto la mia Salerno in giro per New York»

di Matteo Maiorano

Da Salerno all’America senza mai dimenticare le proprie radici. La storia di Ciro Casella affascina e lascia grandi spunti di riflessione. Chi non ha mai avuto il sogno di prendere tutto e andare via? Ciro ha messo in pratica questo concetto, partendo alla volta del nuovo continente e realizzando quello che è sempre stato il suo sogno: aprire un ristorante a Manhattan. In questi giorni la visita a Palazzo Guerra ha ancora una volta dato merito al grande lavoro dell’imprenditore partito da Salerno alla conquista di New York.

Ciro, in questi giorni hai ricevuto un riconoscimento importante da parte del sindaco Napoli…

«Mi sono emozionato. Ho ritirato una targa conferita a me e mio fratello Fabio dall’amministrazione comunale. Il sindaco e l’assessore al commercio Dario Loffredo mi hanno onorato di questo riconoscimento. Siamo stati riconosciuti come ambasciatori della “salernitanità” a New York City, per l’impegno profuso nella nostra attività nel corso di questi anni. E’ stata una bella soddisfazione per noi che non abbiamo mai dimenticato le nostre radici».

Ciro ha riempito una valigia piena di sogni prima di partire. Con quali idee sei partito alla volta del nuovo mondo?

«Mio fratello Fabio abitava a New York già da 15 anni, lui ha sempre orbitato attorno al mondo del food, ma non avevamo ancora deciso di aprire un locale insieme. Io lavoravo in un supermercato ma la catena di cui faceva parte fallì. Non potevo accettare, avendo due figlie qui in Italia, la cassa integrazione. Non potevo, a quarant’anni, pensare che la mia vita fosse già finita, non mi sentivo compiuto. Il mio sogno è diventato quindi quello di aprire un ristorante con mio fratello, ma soprattutto dare un futuro ai miei figli. Inserirmi in una città così grande senza conoscere la lingua non era facile. Avevo già le mie responsabilità, mi sentivo molto piccolo. L’entusiasmo e la fortuna ci ha poi aiutato a raggiungere grandi traguardi».

Cosa consigli a chi vorrebbe intraprendere il tuo medesimo tipo di avventura?

«Fare ristorazione non è semplice, ma chi sa cucinare bene e sa fare gli acquisti giusti, può pensare di provarci. A me il mondo del commercio è sempre piaciuto. Mi sono lanciato in quest’avventura, avevo questo desiderio ed ho portato in America prodotti nostrani». Ad oggi a che punto è arrivato l’American Dream di Ciro Casella? «Attualmente abbiamo 4 locali a Manhattan. Ma nel primo, sito nella 2nd Avenue, si mantiene sempre lo stesso menù. In questi giorni stavo maturando l’idea di dedicare una pizza al primo cittadino newyorkese Bill de Blasio, il quale recentemente è stato mio ospite al San Matteo Pizza Espresso NYC».

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Pizza ed Espresso, binomio che tendi sempre a sottolineare…

«Certo, “San Matteo Pizza Espresso Bar” è nato nel 2010 proprio dal mio amore per il caffè e la pizza. Difatti abbiamo la macchina del caffè in bella mostra. Per me berlo è un rito: ci inizio la giornata, termino il pranzo, nel pomeriggio è la scusa per fare una chiacchiera con un conoscente. Chiaramente è fondamentale, se il caffè dopo la pizza non è all’altezza, tutto quello che offri al cliente va a cadere. Il successo di quest’attività ci ha dato l’opportunità di aprire il “San Matteo Pizzeria e Cucina” nel 2015».

Quali pizze è possibile assaggiare nei tuoi locali?

«Tra le tante cito il “Panuozzo Di Bartolomei”. Ma anche la pizza “Cilentana”, preparata con patate e salsiccia. Offriamo inoltre la “De Luca”, preparata con mozzarella, scarole in cottura e lo speck in uscita. Tutti gli americani che entrano nel nostro locale ci chiedono il perché utilizziamo questi nomi per i nostri prodotti: per noi parlarne è sempre motivo di grande orgoglio e senso di appartenenza. E’ un piacere quando i salernitani mettono piede nel nostro locale. Ci teniamo aggiornati sugli avvenimenti che coinvolgono la nostra città, si parla di Salernitana, tendenze e tanto altro».

Ci sono state negli anni altre geniali invenzioni dei fratelli Casella…

«Abbiamo creato “Pizzeria e Cucina”, sito tra 81esima e 2nd Avenue, un locale di tre livelli e 130 posti, dove offriamo, oltre la tradizionale pizza, prodotti culinari di diverso tipo e super alcolici». Curate anche il servizio a domicilio? «Certo. L’enorme domanda della clientela che gradiva la pizza “San Matteo Pizza Espresso” a casa del non ci permetteva di garantire un servizio perfetto, considerando anche le persone ai tavoli. Con il tempo, ci siamo resi conto che rischiavamo di trascurare sia il cliente a casa che i commensali presenti all’interno dell’attività. Abbiamo così aperto “San Matteo Take Away”, un locale dedito alle consegne a domicilio . Il prodotto arriva entro 30 minuti a casa. A marzo scorso inoltre abbiamo iniziato una nuova avventura: “PQR”».

Di cosa si tratta?

«In collaborazione con Angelo Iezzi, maestro della pizza romana, abbiamo messo in piedi un progetto di pizzeria romana. E’ un nuovo trend che ci sta dando grosse soddisfazioni. Il New York Magazine l’ha citata come migliore pizzeria romana della Grande Mela».

Progetti per il futuro?

«Oltre alle attività commerciali che ci hanno reso famosi, abbiamo i Food Truck, i nostri forni d’asporto che ci permettono di essere presenti anche in occasione di grandi eventi come i concerti. Dall’anno prossimo accetteremo le tante richieste di persone che, durante feste private, ci chiedono di assaggiare la pizza fatta da noi. Speriamo di aprire un altro locale ma l’obiettivo è mantenere standard elevati».

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