Le antiche terme romane di Vietri sul Mare

di Aniello Ragone

Non è difficile rintracciare resti dell’antica Roma sul territorio della ex Città della Cava, i cui ritrovamenti sono stati tante volte riportati anche dagli storici del XVIII secolo. Tra i vari si ricorda il canonico Andrea Carraturo che rimanda ad un rinvenimento, nel XVII secolo, di alcune strutture, statua e colonna (ammirabile nella piazza antistante S. Maria di Jesu ossia San Francesco di Cava de’ Tirreni) nell’attuale territorio di Vietri sul Mare.

Altre chiare testimonianze sono: l’acquedotto nei pressi della Badia benedettina cavese datato I o II secolo D.C., la villa romana rinvenuta nei pressi di Castagneto, le lucerne conservate al palazzo di Città cavese, la statua acefala rinvenuta a Santa Lucia e altri ancora.

Molto singolare è una parte di un complesso termale presente nella località Bagnara (la zona è testimoniata già nell’anno 1008, nel Codex Diplomaticus Cavensis, con la dicitura: ubi proprio ballenara dicitur) e riscoperto nel 1990. Proprio in quell’anno, abbattendo la parete in un negozietto a via Pellegrino n. 142, sono venuti alla luce gli ambienti di un’antica faenzara (un’officina ceramica) del XVII/XVIII secolo. Nello stesso ambiente è stato anche rinvenuto un laconicum (ovvero un ambiente adibito alla sauna) che era stato destinato, nel periodo dell’attività della faenzera, a deposito dello “scarto” dell’attività ceramica stessa.

Secondo la ricostruzione condotta dalla Soprintendenza Archeologica di Salerno la sauna (il laconicum) venne in seguito trasformata in frigidarium, ossia la parte delle antiche terme romane adibita ai bagni in acqua fredda. L’ambiente romano si presentava con pavimento in cocciopesto e un rivestimento in marmo bianco e verde; doveva essere illuminata da un lucernario ancora perfettamente visibile.

Delle antiche strutture si ritrova testimonianza nel suddetto Codex che, nell’anno 1070, riporta la fabrica antiqua. Già nel 1066 un certo Giovanni de Gutto vendeva a Pietro Atrianese una camara fabricata que et criptam dicitur posta presso la spiaggia in loco Veteri.

Molto più importanti e indicative, sono le testimonianze del 1103 e 1120 dove si riporta la funzione originaria della cripta que olim aquarium fuerat. Anche il Taiani, nell’800, parla di una faenzara con annessa vecchia struttura romana. Oggi la struttura è inglobata in ristorante ed è posta sotto il vincolo della Soprintendenza. Certamente una parte della nostra storia da ammirare e conoscere!

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