«Non c’è alcun bisogno del termovalorizzatore»

di Erika Noschese

«Noi gli inceneritori non li amiamo ma non li criminalizziamo». Così il già presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo replica ad una domanda secca: termovalorizzatore sì o termovalorizzatore no? Un’affermazione che sembrerebbe tutt’altro che una presa di posizione decisa, eppure così non è. Buonomo ha le idee chiare e dice no alla realizzazione di termovalorizzatori.

Presidente, qual è la sua posizione in merito?

«La penso come il ministro dell’Ambiente: non abbiamo bisogno di termovalorizzatori e lo dico con animo sgombro dai pregiudizi. Negli anni in cui si discuteva, durante l’emergenza, di questo tema ed era già stato appaltato l’inceneritore di Salerno, io amavo usare questa espressione: “Noi gli inceneritori non li amiamo ma non li criminalizziamo”. Ora, la domanda che ci si pone in Campania è questa: servono? Secondo Salvini sì ma il vice ministro è ignaro di questo mondo. Io, sulla scorta di un’esperienza trentennale e di una conoscenza del territorio campano e delle dinamiche, dico che non servono. E questa cosa la ribadiremo, perché ne abbiamo uno che già incenerisce oltre 650 tonnellate ogni anno. Giovedì prossimo, a Salerno, daremo vita alla 14esima edizione di “Comuni ricicloni”. Alla prima edizione abbiamo premiato pochi comuni – circa una ventina -che facevano la raccolta differenziata e raggiungevano il 25%. Ora, premieremo decine di comuni, degli oltre 250, che stanno oltre il 65%».

Dunque contrario…

«Noi dobbiamo insistere su questa linea. A inizio dicembre ci sarà la settimana Italia-Cina. Il tema di quest’anno è l’economia circolare che presuppone che i materiali vengano recuperati per essere immessi in un ciclo produttivo e non inceneriti. Anche i cinesi – che fino a ieri prendevano qualsiasi cosa –, ora puntano sulla qualità. La ratio di tutto questo è che noi dobbiamo intensificare la raccolta differenziata. Dobbiamo partire dalla prevenzione del rifiuto, non dobbiamo produrre rifiuti che non siano riciclabili e compostabili; dobbiamo ridurre al massimo le plastiche non riciclabili; dobbiamo puntare sull’economia circolare e quindi non abbiamo bisogno di inceneritori. Se lei mi avesse chiesto se siamo favorevoli agli impianti di compostaggio, avrei risposto decisamente sì. In Campania abbiamo bisogno di almeno 20 impianti di compostaggio». L’impianto di compostaggio in città, ancora oggi, non funziona… «Quello di Salerno è un problema di cattiva gestione».

Perché parla di cattiva gestione?

«Perché è stato utilizzato male. E’ calata l’attenzione sulla qualità della raccolta differenziata: noi dobbiamo avere una raccolta differenziata di frazione organica ottimale, da destinare al compostaggio che fa bene alle tasche dei cittadini, all’ambiente e all’agricoltura».

Per quanto riguarda la raccolta differenziata a Salerno, invece?

«Si può fare molto meglio, come si faceva qualche anno fa».

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