Talento e passione: Eva De Rosa si racconta

Una poliedrica artista campana: autrice, regista, attrice conosciuta su tutto il territorio nazionale. Eva De Rosa è l’emblema di tutto ciò che il teatro insegna e di tutto ciò che può creare.

Eva, come nasce la tua passione per la recitazione?

«Fin da quando ero piccola mi piaceva attirare su di me l’attenzione e, quando la famiglia si riuniva, proponevo balli, canzoni, testi recitati affinché si divertissero. Non avevo le possibilità economiche di studiare ballo, canto o recitazione ma la passione era tale che procedevo da autodidatta».

La tua famiglia è stata importante nel tuo percorso di crescita artistica?

«La mia famiglia è stata fondamentale, soprattutto i miei genitori. Ho vissuto la discriminazione da piccola di non provenire da una famiglia ricca e a scuola venivo sempre messa da parte, avevo sempre brutti voti pur studiando tantissimo. Un giorno mi ribellai all’insegnante e lei mi fece leggere un testo davanti a tutta la classe. Era un mio scritto e lo interpretai con talmente tanta carica da ricevere il plauso di chi fino a poco prima mi aveva deriso. I miei genitori mi hanno dato valori veri e sono loro i miei giudici principali. Quando scrivo un testo sento l’esigenza di sottoporlo a papà e fino a poco tempo fa a mia madre, che ci ha purtroppo lasciati da poco».

Tu sei attrice, regista e autrice di testi teatrali. Qual è l’essenza del tuo mondo?

«Ho scelto di fare l’attrice perché il teatro è l’unico meccanismo che ti consente di essere folle senza che gli altri ti possano guardare come se lo fossi veramente. La recitazione è una dote, ma perseguire questa scelta costa tanta fatica. Sono stata attrice in diverse compagnie filodrammatiche, poi ho fondato la mia compagnia, sono stati diversi i premi durante la mia carriera e pian piano ho cominciato a lavorare come professionista. Sono una caratterista, mi piace, ce l’ho nel sangue. Mi sono ritrovata a fare la regista perché sono autrice, ho diretto i miei testi. E mi ritrovo a fare l’autrice di commedie principalmente perché amo far ridere gli altri, emozionando loro mi emoziono io».

Tu sei anche autrice. Come nasce la tua passione per la scrittura?

«Ho sempre amato scrivere quanto recitare e per i miei testi prendo spunto dalla realtà. In tutti vi è un messaggio sociale, ho parlato della diversità, dell’abbandono degli anziani, di tante tematiche che ho voluto presentare con un sorriso al pubblico ma non solo per farli divertire, soprattutto per farli riflettere. E poi ho voluto nei miei testi dare valore alle donne perché spesso discriminate, pochi sono i testi teatrali dove ricevono parti da protagoniste. Voglio inoltre ringraziare Massimo Canzano co-autore di molte mie commedie».

Per chiudere, a chi vorresti mandare un messaggio?

«Voglio innanzitutto ringraziare mio marito e i miei figli, perché senza il loro supporto non ce l’avrei fatta, e poi voglio ringraziare il pubblico che mi segue, il teatro è di tutti e tutti dovrebbero almeno una volta provare a vivere questa magica esperienza».

Luana Izzo – Officina teatrale Primomito

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