Arte senza barriere per ricordare Rosaria Tancredi

di Erika Noschese

L’arte è il fil rouge dell’associazione “Rosaria Tancredi”, fondata dal fidanzato Carmine De Sio e da Francesco e Chiara, fratello e sorella della giovane critica d’arte, morta a soli 28 anni a causa di un brutto male. L’arte può tutto: lo sa bene Carmine che, proprio grazie alla passione di Rosaria, si è avvicinato a questo mondo, tanto distante, almeno apparentemente, da lui. E ora, con l’associazione nata lo scorso 9 novembre, vuole portare avanti progetti ambiziosi ma non per questo impossibili.

E tra gli obiettivi dell’associazione “Rosaria Tancredi” vi è la rimozione delle barriere architettoniche nei musei e nei luoghi di culto. Carmine, non senza emozioni, racconta di aver fondato l’associazione per ricordare non solo la sua fidanzata ma per dimostrare che, con passione e leggerezza, tutti possono avvicinarsi all’arte. La prima uscita ufficiale è in programma a dicembre.

«Siamo stati invitati all’evento che faranno a Pontecagnano, il Faville Festival di Pontecagnano il 21 e 22 dicembre, un festival di arte digitale, organizzato dal Comune di Pontecagnano Faiano. Siamo stati invitati a proporre un tema e ci è stato affidato un artista bolognese che si occupa di arti figurative. Quest’opera digitale sarà accompagnata da una piccola esposizione realizzata da noi: un estratto della storia di Rosaria. Per realizzare l’esposizione ho coinvolto soprattutto le sue amiche Mariangela, Annalisa e Manuela che con lei condividevano l’organizzazione di mostre e contenuti artistici e culturali. Per quanto riguarda il racconto visuale sarà a cura di Carla Memoli. Questo estratto riguarda il viaggio a Istanbul che fece nel 2014 e che la coinvolse per tre mesi, per scoprire un posto nuovo ma soprattutto un museo che ai più era sconosciuto. Abbiamo estrapolato questo tema che è sia il viaggio sia il senso del viaggio in sé: vivere ogni giorno come se fosse un viaggio, partire con lo zaino vuoto e tornare con lo zaino pieno non solo di cose materiali ma di emozioni, ricordi, paure e poi raccontarle agli altri».

Come nasce l’idea di un’associazione a lei dedicata? «L’idea nasce da me perché io tramite lei mi sono appassionato a questo mondo. Lei è storica e critica d’arte, laurea triennale e specialistica, e lavorava in questo campo, realizzando molti eventi. Ha trascinato anche me in questo mondo e lo ha fatto in modo leggero e semplice tanto da portare ad appassionarmi. Nasce da questo sogno condiviso di voler fare qualcosa insieme in questo settore, di farlo con leggerezza facendolo arrivare a tutti, anche a chi crede sia un mondo che non gli appartiene: l’arte è accessibile a tutti, dai bambini agli anziani. Nello stesso tempo, a questo sogno che era comune, io ho quasi il dovere di aggiungerci che rientri nell’ambito del sociale e della beneficenza, con raccolte fondi o progetti che riguardano l’ammodernamento di una stanza di un ospedale con quadri o pitture; esposizioni di mostre; musei accessibili ai non vedenti, eliminazione delle barriere architettoniche nei musei o in luoghi comuni».

La finalità di quest’associazione è beneficenza e solidarietà con un fil rouge: l’arte. Hai già in programma qualche iniziativa? «Sì, qualcosa in cantiere c’è».

Per scaramanzia, Carmine non ne parla ma l’intento sembra essere quello di entrare nelle scuole e permettere agli studenti di affacciarsi al mondo dell’arte.

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