Illusione metropolitana

di Vittorio Cicalese

Negli anni Ottanta l’allora sindaco Vincenzo Giordano propose, in uno dei suoi tanti appuntamenti pubblici, una sua idea di sviluppo cittadino che avrebbe potuto consentire alla città di Salerno di svilupparsi e diventare una città al passo coi tempi. Uno degli elementi più importanti e allettanti fu sicuramente quello della metropolitana leggera, che Salerno avrebbe potuto avere soprattutto puntando su uno sviluppo territoriale congruo e su un investimento serio e lungimirante: l’intervento fu autorizzato dal Cipe, ab illo tempore. La metropolitana leggera, insomma, s’aveva da fare.

Da allora, per vedere i primi progetti e le prime cartellonistiche esposte in città, fu necessario attendere il 1999: l’opera ha impiegato molti anni prima di essere effettivamente “pronta” a partire, almeno teoricamente, se non fosse stato per l’attività politica successivamente introdottasi sull’argomento. La diatriba attivata dal 2012 fino al termine dell’esperienza della giunta regionale di Stefano Caldoro – dall’allora assessore regionale ai trasporti, Sergio Vetrella, e l’allora primo cittadino di Salerno nonché attuale governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca – ha reso la metropolitana non più un servizio per la cittadinanza ma un mini-capriccio fine a se stesso risolto poi alla deluchiana maniera: gestione affidata alla Rete Ferroviaria Italiana ma ufficializzata nuovamente nel 2014, dopo pochi mesi dall’avvio ufficiale del servizio, grazie a un nuovo accordo tra Regione e Rfi.

Il vero punto è la prospettiva: miliardi di lire prima, milioni di euro poi sono stati investiti per la realizzazione dell’infrastruttura. Altri milioni di euro sono stati stanziati, utilizzati e messi a disposizione del pubblico ludibrio per un servizio singhiozzante, utilizzato pochissimo e con corse che accarezzano le pagine dei cult fantasy: una metropolitana leggera che percorre 6 chilometri in 20 minuti, con intero percorso andata/ritorno coperto in “soli” 50 minuti e ultima “corsa” che parte dalla stazione centrale alle 22.21 e ritorna indietro alle 23.12 non offre, di fatto, alcun reale beneficio per lo snellimento del traffico veicolare e/o per fornire un’offerta valida e alternativa per l’utilizzo dei servizi di trasporto pubblico locale.

Nonostante ciò, Rfi resta impegnata (grazie a un accordo del 2010 che ha consentito il passaggio della gestione del servizio dal Comune di Salerno a Rfi) nella realizzazione del collegamento con Pontecagnano e, pochi giorni fa, è stato ufficializzato e firmato il documento d’intenti per l’avvio della procedura per l’affidamento dei servizi di ingegneria necessari alla realizzazione del nuovo collegamento ferroviario a servizio del polo universitario di Fisciano/Baronissi. Il “sogno” deluchiano di una metropolitana che unisca Pontecagnano, Salerno e il campus universitario lentamente si realizza. A quale prezzo? C’è davvero questa voglia – e necessità – di crescere in tal senso?

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