Windsurfing Cetara: «Siamo riferimento regionale»

di Matteo Maiorano

«Cetara come Forte dei Marmi? C’è bisogno di uno sforzo organizzativo importante». Annualmente presso il comune toscano va in rassegna Analog 3/4 Surf Challenge, evento di windsurf dalla portata nazionale che raccoglie i migliori talenti del panorama nostrano. Lo sa bene Antonio Amato, il quale apre ad un simile scenario nella nostra costiera, ferma al palo da militi organizzativi enormi e dalla vocazione turistica del territorio, che ogni estate richiama a sé persone provenienti da tutto il mondo. Amato è il presidente dell’associazione Windsurfing Cetara che svela tutte le tecniche e gli accorgimenti per praticare al meglio la disciplina. Soprattutto il perché proprio il comune costiero rappresenta un unicum nello scenario della Divina.

Presidente, l’associazione rappresenta un importante punto di ritrovo per tanti appassionato di windsurf…

«Certamente, l’asd Windsurfing Cetara è un organizzazione riconosciuta dal Coni ed annovera circa 50 iscritti, tutti legati dalla passione per questo sport. La sede operativa è Cetara, dove abbiamo il rimessaggio delle attrezzature ed esercitiamo sulla spiaggia antistante al porto del comune costiero. Il target d’età è variabile: partiamo dai giovanissimi, che si avvicinano per la prima volta la disciplina, fino ad arrivare ad amici che superano i 70 anni. Abbiamo costituito l’associazione nel 2005, ma il gruppo “storico” frequenta Cetara dal finire degli anni ’80. Windsurfing Cetara è stato il modo di far confluire queste nostre esperienze in un soggetto che avesse anche la vocazione di aprire questo sport alle giovani generazioni».

Quali sono i costi per farne parte?

«La spesa per divenire socio è modulata sulla base delle esigenze del rimessaggio: bisogna considerare che Cetara è un luogo dove il fitto di un locale non è particolarmente economico. Avere uno spazio idoneo per tenere all’interno le attrezzature ha un costo significativo e la quota associativa viene dimensionata particolarmente rispetto a questa prima esigenza. Il costo del corso è relativo al tempo che i nostri istruttori qualificati spendono per insegnare agli allievi le tecniche della disciplina e metterli in condizione di uscire in acqua: solitamente si seguono sei lezioni di 2 ore ciascuna con orari e tempi che risentono delle condizioni meteomarine».

L’attrezzatura rappresenta un capitolo di spesa importante?

«Non necessariamente. Passiamo da costi molto contenuti, al di sotto dei mille euro per dotarsi di tutto quello che occorre, fino a somme più consistenti per chi matura esigenze più tecniche e vuole spingersi oltre. La spesa comprende attrezzatura varia, partendo dalla tavola da windsurf al ring, la somma di tutto quello che viene posto sopra di essa. Vi è inoltre il trapezio, una sorta di cintura con un gancio che consente di scaricare la trazione esercitata dalla vela sotto la spinta del vento direttamente al corpo, alleggerendo il lavoro delle braccia e delle mani. A chi pratica lo sport anche nei mesi invernali occorre la muta».

In questi mesi è possibile ugualmente praticare windsurf?

«Certamente, ma il gruppo si sposta altrove. In questo periodo i nostri riferimenti sono Casa del Conte, località del Cilento, in cui entra il vento da Scirocco. Punta Licosa e Agropoli sono siti perfetti quando invece il vento volge da nord. E’ la direzione del vento che determina la praticabilità di un posto rispetto ad un altro. Nel periodo invernale Cetara non non è località idonea perché il vento termico non entra e rende impraticabile l’attività».

Perché proprio Cetara come sede dell’associazione?

«Gode di una condizione particolarmente favorevole: ritroviamo vento termico, che nel periodo estivo è provocato dalla differenza di temperatura tra il mare e la terra; inoltre la costa è scoscesa, poi dietro c’è il promontorio di Capo d’Orso, in quella breccia monta abbastanza teso il vento che nei pomeriggi primaverili, estivi, autunnali, ci permette di praticare windsurf quasi quotidianamente, con un mare abbastanza piatto perché poi l’uscita avviene nella spiaggia antistante il porto che è protetta dal vento e quindi evita il formarsi di onde a riva che altrimenti renderebbero tutto più complesso. Tutta questa serie di fattori geografici favoriscono Cetara rispetto a Salerno, dove il vento arriva meno teso e con il mare maggiormente mosso, rendendo la partenza molto più difficile. Almeno una volta l’anno, in concomitanza con la festa patronale di Cetara ed in collaborazione con un’altra associazione del comune costiero, facciamo regate che si svolgono nello specchio d’acqua antistante Cetara e che richiamano appassionati da tutta la regione».

Presso Forte dei Marmi si svolge annualmente il più importante contest di windsurf nazionale: è praticabile un progetto simile in Costiera amalfitana?

«Difficile. Maiori e Minori sono cittadine dalle potenzialità sicuramente maggiori rispetto a Cetara ma hanno caratteristiche eoliche assolutamente negative. Maiori è un luogo in cui il vento termico in estate non entra, entrambi i comuni sono all’interno di conche dove il termico non la fa da padrone. Un luogo con caratteristiche simili a Cetara è Erchie ma si soffre la massiccia migrazione turistica. A causa di ciò diventa complicato trovare degli spazi e delle convivenze tra il turista normale e chi frequenta Cetara per praticare la disciplina. Da diversi anni l’amministrazione ci ha adottato, riconoscendo il windsurf come una delle peculiarità e delle caratteristiche del comune costiero. Questo ci apre corridoi in senso fisico, privilegiati per poter accedere e scendere a mare. Immaginare con questa densità di popolazione di realizzare dei contest che richiedono spazi ben più ampi richiede uno sforzo organizzativo difficile se non impossibile da sostenere. E’ per questo più semplice fare eventi simili a quello toscano in altri luoghi, dove il vento comunque c’è ma gli spazi sono più ampi. Il contest è valido per il territorio, ma lo sforzo organizzativo per ospitare a Cetara un evento di tale portata ampia è parecchio, va al di là di quelle che al momento sono le reali possibilità».

 
 
 

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