«Maurizio Fiorillo manca a tutti noi»

«Siamo una famiglia». Angelo Caiazzo, il libero del Vietri-Raito, fuori dal campo conferma quanto l’esperienza del sodalizio costiero abbia rappresentato la svolta della vita. «Parlo al presente perché dopo 40 anni è come se il tempo si fosse fermato».

L’ex calciatore, che a novembre ha rivisto i compagni di squadra, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera: «Ho calcato i campi della C2 con la maglia dell’Alcamo. Ma il mio grande rimpianto è non essere riuscito a esordire con la Salernitana: nel 1984 il tecnico Mario Facco mi portò in prima squadra. Mi allenai tutta la settimana, avrei dovuto esordire la domenica ma probabilmente, data la mia giovane età, il mister mi riservò soltanto la panchina. Da lì iniziai a credere meno ai miei mezzi. Passai poi a giocare nei dilettanti ma affiancai alla carriera di calciatore quella di autista di mezzi pubblici».

Maurizio Fiorillo, ala destra del Vietri-Raito prematuramente scomparso, era per Caiazzo più di un semplice compagno di squadra: «Parlare di lui è per me difficile. Mi ha lasciato un vuoto dentro, era come un fratello per tutti noi». E su don Nicola Gregorio: «Ci preparava individualmente in maniera maniacale e scientifica, traendo il meglio da ognuno di noi. Ricordo ancora gli allenamenti fino a tarda sera con le forche, era un perfezionista».
 

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