Monsignor Moretti secondo me

di Alessandro Rizzo

La notizia è stata ufficializzata oggi (martedì per chi legge, ndr). Le cose dunque stanno così: l’Arcivescovo S.E. Mons. Moretti si è dimesso. L’Ora di Cronache mi ha chiesto un editoriale. Non la notizia, asciutta e secca, che lascia comunque sconvolta una comunità diocesana, ma un commento evidentemente mio, personale.

Conosco, credo abbastanza bene Mons. Moretti. È un uomo di una spiritualità profondissima e di un pragmatismo come serve, oggi, alla Chiesa. Sempre vicino a ogni sacerdote. Caldo, vivo nella Pastorale, quanto lucido e lungimirante nella conduzione dell’Arcidiocesi. Non c’è stata volta, neanche una sola, in cui una riflessione da me portata non l’abbia trovato già preparato, pronto e sintonizzato sulle cose.

Mons. Moretti è uomo di polso, di governo, ma anche uomo di servizio. Una porta aperta a chiunque ne abbia fatto richiesta. Se poi l’analisi delle doti di spiritualità a me è doverosamente preclusa, non essendo io competente né deputato ad esprimermi in tal senso, non può però difettarmi la capacità di analizzare i suoi metodi di conduzione della Diocesi. Il primo enorme passo avanti compiuto alla guida della nostra comunità ecclesiale è stato quello di dotare l’Ente di una struttura perfettamente organizzata, composta da uffici affidati a sacerdoti e laici specchiatissimi, operosi, preparati ed efficienti. Una visione d’insieme perfettamente equilibrata ed una capacità di azione, attraverso le articolazioni, che ha reso trasparente ogni azione della Diocesi. La vicinanza, poi, a tutti i sacerdoti che ne avessero bisogno ha fatto sì che nessuno si senta oggi trascurato.

Insomma, credo che la personalità che lascia il delicato incarico sia tracciata dalla sua dichiarazione in conferenza stampa di essere “pronto ad andare in una parrocchia a portare avanti il servizio sacerdotale”. Ha definito la sua esperienza qui come un’avventura straordinaria ed ha dichiarato che la Diocesi è la sua vita. In queste parole si coglie il senso esatto della guida che Mons. Moretti è per questa comunità diocesana: umilmente grande.

Una guida che, pur nelle ragioni di salute che lo inducono a tale decisione, non si tira indietro di fronte a qualsiasi prospettiva di servizio, mi fa venire alla mente la pericope del Buon Pastore: in questi anni la comunità cristiana è stata affidata a mani sapienti ed amorevoli. Nessuno è stato lasciato indietro, nessuno è stato trascurato.

A lui intendo rivolgere un mio personale augurio, dal profondo del cuore. Che possa trovare sempre l’appagamento che merita e che la sua Opera possa continuare incessante.

Alla comunità diocesana auguro che il Santo Padre possa affidare la guida a un Vescovo di eguali qualità, la cui eredità difficile sarà tuttavia resa facile dai percorsi tracciati secondo una linea chiara e retta.  

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