«Dopo l’addio, nessun segnale da parte della società»

di Matteo Maiorano

«Mi sarei aspettato un gesto da parte della società». Il segmento di carriera vissuto all’ombra dell’Arechi ha regalato tante gioie a David Mounard. L’ex fantasista granata, oggi in forze alla Battipagliese, ha però qualche remora su quello che è stata la modalità di addio alla maglia granata. Mounard, per il quale Foggia ha rappresentato un trampolino di lancio importante, spiega come i due sodalizi arrivano all’appuntamento di domenica.

Salerno è stata una tappa fondamentale della tua carriera…

«Certamente, sono rimasto anche a vivere qui. Per quello che ho fatto e dato alla causa granata, non lo scopriamo certo oggi, mi sarei aspettato un riconoscimento diverso, magari un gesto da parte della società avrebbe fatto piacere. Preme ricordare che il sottoscritto ha preferito calcare i campi dei dilettanti pur di sposare il progetto del Salerno Calcio e riportare la piazza in categorie più consone al blasone ed al prestigio della torcida. Importante, alla fine, è stato aver trovato un equilibrio, mi trovo bene qui e sono contento. Non ho guardato in faccia a nessuno quando ho scelto di vestire la maglia del Salerno Calcio, non ero più nemmeno un giovanotto: è stata una scommessa vinta esclusivamente con me stesso, ho fatto una scelta consolidata con i risultati. La società è solida sia a livello economico che professionale, sono persone molto serie». 

Qualche anno fa scoppiò una polemica per delle tue dichiarazioni su Foggia…

«Foggia è stata la piazza che mi ha fatto crescere come uomo, la prima città in cui ho giocato in Italia. Lì ho amici, mi brillano gli occhi a pensare a quello che è stato il mio passato in rossonero, sono molto innamorato di Foggia. La querelle riguarda una testata francese che mi chiese della pulizia a Salerno. Risposi che dal mio punto di vista questa è una città all’avanguardia sulla raccolta differenziata, mentre a Foggia non la fanno. Per me non era un’offesa nei confronti della città, semplicemente vedevo più organizzazione qui. Sono stato messo in condizioni poco felici, ma i foggiani sanno quello che penso».

Tu hai molto legato con il territorio salernitano…

«Certamente, ho vissuto per anni a Coperchia mentre ora vivo nella vicina Baronissi. Attualmente gioco con la Battipagliese, ho collaborato con una scuola calcio ma il progetto non è andato a buon fine. Ho avuto un bel rapporto con la popolazione, mi hanno trattato da signori e sono stato molto felice per questo. Ancora non so di cosa mi occuperò nel futuro prossimo, anche perché non è semplice, ma il rapporto con questo territorio va oltre la semplice carriera professionale».

Come arrivano granata e rossoneri alla sfida dell’Arechi…

«Sono due squadre che vivono condizioni di classifica diverse: la Salernitana è stata costruita per raggiungere i play-off, il Foggia deve consolidare la categoria; i rossoneri hanno patito la pesante penalizzazione inflitta prima dell’inizio del torneo, ma si sono assestati su posizioni di classifica oggi più tranquille. E’ difficile fare un pronostico, come organico per me sono qualitativamente molto simili».

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