Dragaggio, la scusa non att(r)acca

di Vittorio Cicalese

Le scuse non attaccano, le navi non attraccano. Sembrerebbe una banalizzazione – e in effetti lo è – di un problema ben più serio che riguarda la grande opportunità di sviluppo turistico che, negli scorsi anni, Salerno ha saputo cogliere per consentire l’approdo delle navi da crociera in città.

Dopo diversi anni di lavoro da parte dell’amministrazione comunale in generale e dell’assessorato al turismo in particolare, infatti, il numero di approdi delle grandi navi in città è aumentato a dismisura, rendendo Salerno una delle destinazioni previste da alcune delle più importanti compagnie crocieristiche – tra cui spiccano le italiane Msc e Costa, non senza dimenticare l’americana Royal Caribbean o ancora Princess, Tui Cruises, P&O che fanno tappa anche in città da qualche tempo ormai – per i tanti viaggiatori presenti in nave. Tanto si è fatto, insomma, per far sì che Salerno potesse ottenere ulteriore lustro dalla sua proposta “marittima” riservandosi la possibilità di accogliere in città centinaia di turisti che, di volta in volta, trascorrevano tempi medio-brevi in città per escursioni, visite guidate o semplici passeggiate lungo le strade cittadine.

Dal 2016 qualcosa è drasticamente cambiato: oltre al “crollo” degli approdi delle navi da crociera nell’ultimo biennio c’è da identificare un percorso ben (in)definito che ha permesso a tanti “scommettitori” di far sì che Salerno potesse essere soltanto un elemento in più da inserire di tanto in tanto all’interno degli itinerari previsti per le vacanze dei crocieristi.

Bisogna partire dall’inizio, quando effettivamente la stazione marittima di Zaha Hadid – definita spesso e “volentieri” dal critico d’arte Vittorio Sgarbi come una bellissima sede espositiva per le mostre d’arte, proprio a causa del mancato utilizzo per le attività primarie che avevano auspicato la realizzazione della grande opera di architettura moderna in città – avrebbe dovuto e potuto accogliere i turisti in approdo a Salerno proprio grazie alle navi da crociera. Da un lato, dunque, la querelle legata al dragaggio: il Ministero dell’Ambiente ha trasmesso l’autorizzazione al dragaggio del porto di Salerno soltanto il 4 ottobre scorso, nonostante le prescrizioni fossero state precedentemente avanzate a luglio del 2017, ossia oltre un anno dopo l’avvenuta inaugurazione della stazione marittima.

Per il completamento del dragaggio del porto, sarà necessario attendere novembre del prossimo anno: nel frattempo, circa 4 milioni di metri cubi di sabbia sedimenteranno lì.

Chiedersi perché inaugurare la stazione marittima per poi ridurla a mero scalo per alcune navi veloci o a centro congressi o locale espositivo, così come precisato da tanti e non soltanto da Vittorio Sgarbi, è già lecito; chiedersi come mai questa stazione sia stata inaugurata nonostante l’assenza di un intervento di dragaggio del fondale che prevede un investimento di quasi 40 milioni di euro per lo spostamento di 3 milioni di metri cubi di sabbia dal fondale che diventerebbe, così, profondo 14 metri e mezzo, è altrettanto lecito; chiedersi perché una città come Salerno, con una stazione marittima di assoluto livello già soltanto partendo dalla firma di Zaha Hadid che fornisce indubbio lustro all’intervento, sia “costretta” a far attraccare le navi all’interno del porto commerciale e dunque ad accogliere i turisti tra container in assenza di info-point o guide a terra che possano indicare un percorso da seguire in un itinerario cittadino, probabilmente è ancor più lecito; chiedersi, infine, perché le attività commerciali siano automaticamente “tirate fuori” dalle attività da proporre e produrre sul territorio quando centinaia di turisti (ergo potenziali acquirenti di qualsiasi tipo di prodotto) giungono a Salerno, rendendo di fatti l’accoglienza della città vuota sia nella forma sia nella sostanza, è lecito e anche per questo preoccupante.

Sarà per questo, evidentemente, che dopo l’esperienza del 2016 la Disney Magic ha preferito comunicare la scelta di approdare, nell’estate 2019, nella Divina Costiera amalfitana anziché al porto commerciale?

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