“Uno, nessuno e centomila”: ecco la magia del teatro

di Luana Izzo

Il teatro è uno strumento potentissimo: formativo, comunicativo, educativo e anche… magico. Sì, attraverso il teatro l’individuo può essere, come diceva il grande scrittore Luigi Pirandello, uno, nessuno e centomila.

Quest’aspetto è, a mio avviso, molto importante e la mia esperienza di attrice e formatrice me lo ha confermato negli anni. Interpretare diversi ruoli, entrare nel personaggio, fa compiere all’attore un duplice compito: capire cosa lo sceneggiatore vuole comunicare con quel personaggio ma anche come personalizzarlo. Sulla scena posso essere libero da tabù, posso comunicare anche ciò che mi è difficile dire, fare nella vita quotidiana, posso liberarmi, dare sfogo alla fantasia, alla mia volontà senza ovviamente perdere di vista la volontà dello sceneggiatore e del regista. Se, infatti, abbiamo occasione di vedere una stessa pièce teatrale interpretata da attori diversi, noteremo che avremo vissuto esperienze differenti, e quasi ci sembrerà di aver visto spettacoli diversi, senza stancarci.

Per questo possiamo rifarci alla teoria di Umberto Eco che diceva: l’oggetto si rivela nella misura in cui il soggetto si esprime perché l’oggetto è conoscenza di forme da parte di persone, nel senso che l’interpretazione dell’oggetto muta a seconda delle persone che lo considerano cosicché varia l’oggetto interpretato e varia il soggetto che lo interpreta. Spesso mi hanno chiesto come si fa ad interpretare un personaggio. Difficile spiegarlo. Innanzitutto occorre sicuramente avere delle doti naturali, lo studio è necessario ma non sufficiente. Poi bisogna analizzare il copione, capire cosa effettivamente l’autore vuole comunicare, qual è il messaggio. Infine, seguendo le direttive del regista, occorre far proprio il testo e personalizzare, caratterizzare il proprio personaggio.

Spesso, quando mi fanno questa domanda, parlo di uno spettacolo che ho portato in scena con Primomito un po’ di tempo fa: “Mamma” di Annibale Ruccello. Ero sola sul palco ad interpretare tre personaggi molto diversi fra loro. Mi hanno, in molti, chiesto come fosse possibile dare in così poco tempo uno stacco così netto ai personaggi interpretati: studio, disciplina, amore per ciò che si fa, rispetto del copione ma soprattutto emozioni da dare al pubblico.

Vi lascio segnalandovi uno spettacolo molto divertente: il 21 dicembre, ore 20.30, nei locali della palestra delle scuole elementari di Castel San Giorgio, Primomito è in scena con “Che Dio me la mandi bona”, una commedia briosa e ricca di colpi di scena. Vi aspettiamo.

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