Casa troppo piccola per Agostino: appello alle istituzioni

di Erika Noschese

Un ragazzo disabile, una casa inadeguata alle sue esigenze e una famiglia che da anni si batte per vedere riconosciuti i proprio diritti. Si può riassumere così la storia di Agostino Vicinanza, 31enne affetto da tetraparesi spastica.

Costretto a vivere sulla sedia a rotelle in condizioni per nulla dignitose, con la famiglia si è sempre scontrata con il silenzio della precedente amministrazione comunale di Pontecagnano, guidata da Ernesto Sica. La casa in cui Agostino vive con la sua famiglia non è idonea alle sue condizioni: la carrozzella è troppo grande, lo spazio troppo piccolo.

Così, il 31enne è costretto a trascorrere buona parte del suo tempo in cucina, senza potersi spostare nelle altre stanze nonostante, a fatica, la mamma e il papà – entrambi anziani e con seri problemi di salute – gli abbiano preparato una camera da letto con tutte le comodità del caso. Una sola richiesta avanzata al Comune dalla famiglia Vicinanza: la possibilità di avere una casa popolare.

Il padre, Ferdinando Vicinanza, garantisce le cure necessarie a suo figlio, nonostante l’unica entrata mensile sia la pensione del genitore anziano che deve affrontare – tra le varie spese – l’affitto di casa. Agostino da tanti, forse troppi, anni è imprigionato nelle quattro mura della sua cucina, unica stanza della sua piccola abitazione consona ad accoglierlo.

Un luogo in cui ha trascorso  – e continuerà probabilmente a trascorrere – anche le stagioni estive perché, ad eccezione di rari casi, mai è stata concessa al 31enne la possibilità di avere una vita sociale, con attrezzature o strutture che avrebbero dovuto mettere a disposizione le istituzioni, le quali hanno concesso un’unica possibilità al giovane: avere una persona – seppur per non più di un paio di volte alla settimana – che aiuti la mamma, anziana e gravemente malata in quanto quasi totalmente cieca e costretta a vivere con l’ossigeno, a prendersi cura del ragazzo. I suoi genitori, con fatica emotiva, economica e pratica, si occupano di lui nel migliore dei modi nei limiti delle proprie possibilità.

Solo pochi giorni fa si è celebrata la giornata mondiale dei diritti dell’uomo ma ancora oggi si parla di diritti calpestati e istituzioni assenti. La battaglia di Agostino non può finire nel dimenticatoio; Armando, suo fratello, e sua sorella Ersilia continuano a credere nelle istituzioni e non risparmiano appelli all’attuale sindaco Giuseppe Lanzara (che già nel 2013 presentò un’interrogazione al suo predecessore, Ernesto Sica) e al presidente della Regione, Vincenzo De Luca affinché si rispettino i diritti più basilari e il Comune conceda, finalmente, una casa ad Agostino, affinché si liberi da quella prigione dorata che è la sua attuale abitazione. 

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