Chianese: «Il vecchio mulino non sarà abbattuto»

Luigi Chianese è, insieme a Roberto Aversa, uno degli acquirenti dell’area dell’ex pastificio Amato che tra qualche mese diventerà ufficialmente cantierabile per consentire la realizzazione del “Molino Nuovo” di Salerno.

Il progetto, realizzato dallo studio Architetti Artigiani Anonimi, prevede una sostanziale differenza, su tante, rispetto al progetto di Jean Nouvel: “salvare” la vecchia struttura del pastificio per dare nuovo valore a quella nuova, unendo tradizione e innovazione.

Dunque, il “Molino Nuovo” sta per partire…

«Abbiamo tenuto in considerazione due cose: anzitutto l’integrazione del quartiere: siamo alle spalle di Mariconda, quartiere molto maltrattato dall’opinione pubblica, per cui questo parco – che conterrà una vera e propria macchia mediterranea – è stato fatto proprio per creare continuità tra il mulino e Mariconda. Ci sono, infatti, intersezioni tra il quartiere e il nuovo progetto, proprio per favorirne una positiva integrazione, cosa a cui noi teniamo particolarmente. Il secondo punto è quello di dare la giusta continuità a un’azienda importante come Amato, che a Salerno ha dato tanto. I principi di questo progetto, dunque, sono quelli basilari di far ripartire proprio l’intera aria dando valore e conservando il vecchio mulino, senza prevedere alcun abbattimento. Alla base del progetto che abbiamo richiesto sia io sia Roberto Aversa con Intesa Immobiliare, c’è proprio la volontà di basarci su questi due principi fondamentali».

Rispetto al vecchio progetto ci sono tante differenze, dunque…

«Non vorrei fare un paragone esplicito con il vecchio progetto, perché i progetti e lei idee si rispettano. Volevamo far continuare a far vivere la storia di Amato, sono fiducioso della possibilità di riuscirci. Anche alcune scelte dell’architetto riguardano direttamente il principio da noi richiesto, di riqualificare e riprodurre l’archeologia industriale, ossia il mulino, di questo luogo».

Oltre al mantenimento della vecchia struttura, tanti sono i legami tra la tradizione del pastificio e l’innovazione per le nuove costruzioni…

«Abbiamo spiegato i vari dettagli sul nostro portale web, proprio per dare nuove indicazioni sul progetto che verrà realizzato. Sull’area verde ci sarà uno studio attento da parte dei paesaggisti per prevedere anche la tenuta delle stesse, poiché vicine in linea d’aria al mare rispetto ai Giardini della Minerva da noi tenuti in considerazione. All’interno del mulino verranno realizzati alcuni loft, altri in struttura nuova. Si tratta di una struttura modale per le abitazioni, suddivisa in cinque tipologie per far sì che si possano soddisfare tutte le esigenze della nuova clientela. Si parte, infatti, dai 70 metri quadri per arrivare fino ai 200. Si calcola uno spazio di quasi quattro metri di altezza. Chiaramente parliamo di una costruzione ecosostenibile, classe energetica tripla A, dunque risparmio di acqua, luce e gas».

Alcuni dettagli interessanti del progetto? C’è il dilemma parcheggi…

«Anzitutto ci sarà una parte della proprietà che resterà privata, un’altra parte invece sarà data al Comune, come la scuola e l’area museale. Di privato resteranno l’area commerciale e le residenze. Nella parte verde dell’opera è prevista un’area riservata a un vero e proprio parco giochi del grano, un percorso pensato ad hoc per i bambini. Nell’area museale non sappiamo ancora se ci sarà un richiamo al grano o un museo della ceramica di qualche ceramista vietrese. In questo caso si tratta di una scelta che spetterà direttamente al Comune. Così è ancora più netto il percorso: si tratterà di spazi e sezioni diverse, due cose distinte e separate. Per quanto riguarda i parcheggi, abbiamo previsto due piani interrati di parcheggi e un’area superiore. I due piani interrati sono per i privati e per la parte commerciale: un piano, infatti, sarà una sorta di parcheggio di servizio destinato a loro. La parte superiore, invece, sarà aperta al pubblico. Contiamo di realizzare in totale 400 posti auto, circa».

Tra quanto sarà possibile immaginare la struttura finita?

«Contiamo di poter rendere l’area cantierabile entro i prossimi 4 o 5 mesi. Da quel momento ci vorranno altri trentasei mesi, tre anni tondi per la realizzazione e conclusione dei lavori».

(vit.cic)

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