Enzo Campione: «I giovani talenti scoperti per le strade»

di Matteo Maiorano

Lo scopritore di talenti del Vietri-Raito. Ecco chi è Enzo Campione, lo storico talent scout del club costiero. Dalle sue intuizioni sono nati talenti del calibro di Giuseppe Galderisi, Marco Pecoraro, Francesco Della Monica e tanti altri.

Quali erano i suoi compiti all’interno dello staff vietrese?

«Ero colui che andava a scovare le giovani promesse salernitane. In compagnia di Felice Moscariello, andavamo per le piazze, i vicoli, le strade cittadine a vedere chi potesse essere il rinforzo utile per la formazione costiera. Appena arrivava la voce di un ragazzo che meritava attenzione andavo subito a visionare movimenti, tecnica e le varie caratteristiche di gioco. Ero, inoltre, parte del quadro dirigenziale e una figura di riferimento per i ragazzi». 

La proposta di intitolare il campetto di Marina a Giovanni D’Acunto è stata accolta con grande gioia dai suoi allievi…

«Sarebbe una notizia incredibile. ‘O Sovietico, come lo chiamavamo noi, era un grande appassionato di calcio. Aveva anche un altro lavoro ma nonostante questo ritagliava sempre il giusto spazio per i suoi calciatori, che seguiva passo passo verso il campo. Un uomo incredibile».

Recentemente uno dei calciatori che lei ha fatto maturare nel corso degli anni è venuto a mancare. Ala sinistra del Vietri-Raito, Maurizio Fiorillo ha lasciato un grande vuoto in quello che una volta era anche il suo spogliatoio…

«Un grande uomo. Ricordo la nostalgia che accompagnò il suo approdo alla Juventus. Quando tornò fu inserito in altre squadre locali. Avevo contatti giornalieri con ognuno dei ragazzi, che accompagnavamo dalla residenza fino al campo. E’ stato un dolore fortissimo».

Che tipo di tecnico era per i calciatori don Nicola Gregorio?

«Sotto il profilo tecnico era bravissimo a preparare i ragazzi, un po’ meno a seguire la partita. Preparava i giovani ad entrare sul campo, un grande mister. Con ragazzi e dirigenti aveva un rapporto splendido. Siamo tuttora una grande famiglia, ritrovarci dopo 40 anni è stato molto emozionante, sembra che il tempo non sia mai passato».

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