Liste piene, Palazzo vuoto

di Andrea Pellegrino

Chi ricorda il referendum costituzionale di Renzi ricorderà sicuramente che gran parte del Partito democratico si schierò, naturalmente, per il sì. E questo sì prevedeva l’abolizione delle Province. Cosa buona e giusta, forse l’unica di quella riforma se si analizzano gli enti provinciali al momento. Senza risorse, senza uomini e mezzi e soprattutto senza voto popolare. Insomma una sorta di centro di potere, dove si mostrano solo e soltanto i muscoli dei partiti, un po’ come le vecchie comunità montane. Un ente vuoto, svuotato di tutto ma non delle responsabilità. Non fosse altro che la Provincia mantiene competenze su strade ed edifici scolastici, dunque su due settori di fondamentale importanza.

Tra poco più di una settimana si voterà per il rinnovo del Consiglio provinciale. Per chiarirci, voteranno consiglieri e sindaci i loro rappresentanti a Palazzo Sant’Agostino. Compresi coloro che avrebbero votato sì, dunque per l’abolizione di questi organismi. Anzi, in verità, proprio il Partito democratico, così come è già accaduto per l’elezione del presidente della Provincia, si gioca un’importante partita in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e, più specificamente, in vista delle Regionali del prossimo anno. La lista è corposa e dalle urne potrebbe emergere lo stato di salute in provincia di Salerno del Partito democratico. Soprattutto le rispettive forze interne che stabiliranno, poi, anche le manovre durante l’imponente turno amministrativo di primavera. Si vota in importanti comuni: è il caso Baronissi, Pagani, Scafati, Nocera Superiore e, in ultimo, a Capaccio Paestum. Qui pare che ci abbia fatto un pensierino Franco Alfieri, che dopo aver indossato la fascia tricolore a Torchiara e ad Agropoli vuole spostarsi di qualche chilometro. Alle Provinciali ha il suo delfino: Luca Cerretani che alle scorse elezioni provinciali riuscì perfino a superare – in termini di voto ponderato – il sindaco di Salerno, Enzo Napoli. Chissà stavolta e chissà se riuscirà a strappare qualche voto a Salerno città, dove la maggioranza Napoli è sempre più frammentata.

Nel centrodestra l’unica sorpresa potrebbe essere rappresentata dalla Lega. Anche in questo caso il movimento di Salvini potrebbe misurare la sua forza interna ai comuni della provincia per poi prepararsi al voto delle Europee. Il 3 febbraio, dunque, si potrebbe intuire la nuova geografia politica e come sempre le conseguenze non mancheranno. A partire proprio dal Comune di Salerno. 

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