Le scuole cadono a pezzi

di Erika Noschese

Mancanza di impianti di riscaldamento, solai che crollano, uscite di emergenza inesistenti, strutture inagibili. Sono solo alcune delle problematiche che attanagliano gli istituti scolastici della provincia di Salerno, ormai sempre più al collasso. Puntuale, con l’arrivo dell’inverno, le proteste degli studenti che chiedono l’accensione dei termosifoni per proteggersi dalle gelide temperature che si registrano nelle aule. Ma, altrettanto puntuale il malfunzionamento che genera quotidiano malcontento tra studenti e docenti, questi ultimi soprattutto costretti a ricorrere all’utilizzo di stufe elettriche per tentare di proteggersi dal freddo ma in questo caso, si sa, la sicurezza è sempre in bilico.

Il problema più significativo è la messa in sicurezza degli edifici scolastici. A Salerno città spiccano, su tutti, il liceo Tasso che necessitava di un intervento di ripristino delle facciate interne: i lavori sono stati avviati nei primi giorni del 2019 e riguardano, in particolar modo, il rifacimento degli intonaci degradati, i prospetti della corte interna, la balaustra del balconcino interno, con il ripristino delle colorazioni originali delle facciate e la sostituzione degli infissi. Lavori che, a onor del vero, sembrano procedere a rilento, troppo, dal momento che da almeno 3 anni si parla di interventi che – a quanto pare – non sono ancora giunti al termine. Non va meglio all’istituto Virtuoso che ancora oggi denuncia l’assenza d’impianti di riscaldamento.

Per il liceo artistico Sabatini-Menna, invece, la situazione sembra essere quasi del tutto ripristinata, per fortuna, verrebbe da dire, viste le crepe che presentavano i muri delle aule. In provincia di Salerno l’istituto scolastico con maggiori difficoltà sembra essere il Parmenide di Vallo della Lucania che, solo pochi giorni fa, ha subito il crollo del soffitto di un bagno, senza contare – anche in questo caso – l’assenza di riscaldamenti. E lo scorso 11 gennaio gli studenti del Parmenide sono scesi in piazza per chiedere il rispetto dei loro diritti. «E’ mancato il gasolio e i termosifoni sono rimasti spenti, ma il disagio è stato subito risolto», ha fatto sapere – subito dopo la manifestazione di protesta – il dirigente scolastico Francesco Massanova che non ha nascosto le evidenti criticità relative alla manutenzione scolastica: «Quello dell’intonaco è un problema reale. Ci sono diversi bagni chiusi o perché non funzionanti o per il distacco d’intonaco», ha infatti detto il dirigente scolastico, sottolineando la necessità di un intervento richiesto diverse volte all’amministrazione provinciale.

E sempre in provincia il triste primato per l’assenza di manutenzione lo conquista anche l’istituto Margherita Hack di Baronissi. Una struttura non destinata certamente ad essere una scuola, tanto che ancora oggi non sono state rimosse le saracinesche mentre in alcune aule manca addirittura la luce. A Battipaglia, invece, l’istituto Enrico Medi sembra cadere letteralmente a pezzi, come testimoniano le foto in cui si evince la mancanza di controsoffittatura. Problematiche, queste evidenziate, non di poco conto che mettono a repentaglio la sicurezza degli studenti, degli insegnanti e dell’intero personale scolastico, come del resto è già accaduto in passato.

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