«Ago Di Bartolomei, grande uomo»

di Matteo Maiorano

Dal campo alla scrivania. Come cambia la vita quando appendi le scarpette al chiodo. Lo sa bene Matteo Mancuso: L’ex portiere del Vietri-Raito, racconta la sua carriera tra Vietri e Vestuti.

Chi la portò a giocare a Marina?

«Conoscevo il figlio dell’allenatore, il quale segnalò il mio nome a mister Alfredo Martucciello, allora tecnico della prima squadra di Vietri. Fu un’esperienza unica: a Vietri giocai un anno, prima di trasferirmi alla Salernitana. Rivedere gli amici di una vita, a quarant’anni di distanza, è stata un’emozione fortissima».

Che sensazioni provò nell’indossare la maglietta granata?

«Ero molto emozionato. Giocai alla Salernitana tra il ’79, anno in cui esordì nella Berretti, e il ’90 quasi ininterrottamente, escluse due parentesi a Ischia e Trento. Una volta approdati in B decisi di smettere, concentrandomi sul settore bancario».

Nella decade a Salerno conobbe diverse personalità…

«La più influente fu certamente quella di Agostino Di Bartolomei. Lo ammiravamo anche noi compagni, ma la cosa più strabiliante è che fuori dal campo era una persona ancor più ammirevole del calciatore. Un campione d’altri tempi».

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