Antonio Ingroia è certo:  «Vassallo ucciso da un killer esperto»

di Erika Noschese

Chi ha sparato ad Angelo Vassallo quella maledetta notte del 5 settembre 2010 era un esperto. Questo, in sintesi, il pensiero dell’avvocato Antonio Ingroia, legale di fiducia di Dario Vassallo, fratello del sindaco pescatore che, ormai da anni, porta avanti la sua battaglia in nome della verità e della giustizia.

Ingroia, ex pm della trattativa Stato-Mafia, ormai da diversi mesi è avvocato di parte civile nelle indagini sull’omicidio del sindaco Angelo Vassallo e in più occasioni si è detto disponibile a mettere la sua esperienza professionale al servizio della procura di Salerno pur di mettere un punto definitivo all’inchiesta che va avanti da ben 8 anni mentre gli assassini sono ancora a piede libero.
«Noi stiamo facendo una ricostruzione con questi dati che abbiamo acquisito e che per noi sono nuovi mentre la Procura già li sapeva. Parliamo della perizia balistica dal quale risultano che i colpi sparati sono andati tutti a segno, 9 colpi su 9 e non sette come la famiglia sapeva fino a quel momento. Per noi è un elemento importante perché dimostra che erano dei killer che sapevano usare le armi mentre si è sempre avuto il dubbio che potesse essere un delitto di impeto e, a dimostrazione di questo, si citava il fatto che due colpi erano andati a vuoto sui nove esplosi. Questa ipotesi ora viene scartata: i colpi sono stati sparati a distanza riavvicinata e sono andati tutti a segno quindi tipico di un esecuzione non dico di tipo mafioso ma certamente di killer esperto».

Avvocato, si aprono nuovi scenari in questo senso ma si continua a percorrere la pista della camorra che, al momento, resta la più accreditata?
«La pista della camorra con possibili risvolti politico-criminali».

In merito alle dichiarazioni di Dario Vassallo, che ha perso la fiducia nei confronti della Procura di Salerno e delle altre istituzioni, crede si tratti solo di provocazione?
«Bisogna tenere conto della comprensibile amarezza dei familiari che, dopo tanti anni, scoprono che gli erano state dette cose diverse dal vero, come i colpi di arma da fuoco. Mi corre l’obbligo, però, di rinnovare la mia stima nei confronti dell’attuale procura di Salerno per come sta conducendo le indagini, perché stanno facendo tutto ciò che c’è da fare e noi stiamo collaborando con loro. E’ comprensibile la posizione di Dario Vassallo che vuole anche essere una provocazione, un modo per dare una scossa all’attuale situazione».

Quindi, ora si riparte dai nuovi elementi emersi…
«Certamente. Noi continueremo a svolgere questo ruolo di stimolo e sollecitazione nei confronti della procura»..

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