Un “grammatico” assassinio

di Vincenzo Benvenuto

Stamattina sono stato al funerale del punto e virgola.
In chiesa, in primissima fila, c’era un impettito punto all’apparenza contrito per la morte del collega. Il pronome relativo però, voglioso di spiegare qualcosa anche quando non ce ne sarebbe bisogno, ha spifferato all’avverbio, che prontamente si è confidato con l’accento, il quale, a sua volta: «È proprio così, ti dico» si è fatto scappare con i due punti «è stato il mammasantissima punto a fare fuori il punto e virgola».
All’udire ciò, il punto interrogativo: «E perché mai?» – ha chiesto dubbioso, aggiustandosi il rabbuffo sopra il cappello.
«Oh, codesta l’è bella!» esclama indispettito da cotanta ingenuità il punto esclamativo. «L’è chiaro come il sole: la pausa piccinina del punto e virgola, se l’è bella e rubata lui. Maremma maiala, io non lo posso punto vedere quell’assassino del punto!».

I puntini sospensivi che, già dal primo sguardo, hanno capito su quale elemento della compagnia si addensano i sospetti degli altri segni di interpunzione, scuotono la testa.
Col pensiero, perché a loro non è dato prendere apertamente posizione, ognuno è in disaccordo con gli altri componenti del trittico.
Il punto primo è convinto che il vero colpevole della morte del punto e virgola sia la virgola: troppo grande è la voglia di quest’ultima di essere il solo contraltare del punto, per lasciarsi scappare l’occasione di fare fuori il punto e virgola.
Il punto secondo ritiene sì che è stata la virgola a disfarsi del punto e virgola ma che abbia preferito farlo in combutta con il punto per dividersi la fatica di quell’omicidio che, a conti fatti, avvantaggia in pari misura lei e il punto.
Il punto terzo, che per contratto chiude i puntini sospensivi ma che comunque deve prolungare l’eco di un’indecisione, afferma che è stato senz’ombra di dubbio il punto; oddio, che poi pure la virgola, eh?! Per quanto è anche vero che proprio l’altra sera, i due punti… il punto interrogativo…

Comunque stiano le cose, l’afflitta Grammatica non sa proprio che pesci pigliare.
Chi ha ucciso il punto e virgola?
Ora, per esempio, nell’omelia ci sarebbe bisogno di una pausa, di uno iato più lungo di quello della virgola; ma anche di una sospensione meno perentoria e irrimediabile del punto.
Pausa corta, pausa lunga, virgola e punto, null’altro più: povero punto e virgola, ci mancherà il tuo silenzio calibrato!

E se è vero che «la scrittura è un arco e la punteggiatura ne regola la tensione», senza la buonanima del punto e virgola, si rischia di essere precipitosi o, al contrario, di scoccare la freccia quando la selvaggina è già scappata.

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