«Venezuelani allo stremo a causa di Maduro. Guaidò è una speranza»

di Erika Noschese

Estefanìa è nata in Venezuela, dove ha trascorso diversi anni della sua vita. Oggi vive a Marina di Camerota ma ha un sogno: tornare nel suo paese d’origine. Estefanìa Saturno non ha difficoltà ad attaccare Maduro che – a suo dire – ricopre illegittimamente la carica di presidente.

Estefanìa, lei è nata in Venezuela, ha trascorso lì tanti anni. Cosa sta accadendo ora nel Paese?
«Questo è un momento difficile e importante per il Venezuela ma inevitabile. È necessario per risanare il paese in quanto Maduro ha ricoperto troppo a lungo la carica di presidente in modo illegittimo. Per questo motivo Guaidò, che era presidente dell’Assemblea Nazionale, ha giurato per la presidenza ad interim, affinché vengano garantite elezioni libere. La fame, la mancanza di cibo e la criminalità stanno uccidendo la popolazione. Sono stati richiesti aiuti umanitari che Maduro non permette di far entrare e purtroppo molti militari sono ancora dalla sua parte. Guaidò non si è autoproclamato e non c’è stato un colpo di Stato. Mi preoccupa che Maduro non accetti che il popolo venezuelano voglia un cambiamento e che risponda con violenza, come ha sempre fatto. Molti hanno perso la vita per questo motivo. La gente sta morendo, i bambini non sanno cosa sia vivere in serenità. È molto doloroso per chi ricorda il Venezuela che ho vissuto io».

Si corre il rischio di una guerra civile? La preoccupa la situazione?
«I miei parenti e amici hanno finalmente ritrovato la speranza. Stanno lottando con tutte le forze, hanno perso anche la paura. Appoggiano Guaidò e non vogliono lasciare il loro amato Venezuela, nonostante la sofferenza per mancanza di cibo e medicine. Dopo tanto tempo li ho sentiti positivi e mi dicono che tutto andrà bene e che mi aspetteranno lì quando tutto finalmente finirà».

Ha un sogno: tornare in Venezuela. Quanto è difficile, ora come ora?
«Io vorrei tanto tornarci. L’Italia mi ha dato tanto, mi ha accolto, amo l’Italia e il mio lavoro. Ma il Venezuela sarà per sempre casa mia e so che la felicità che provo quando sono lì non riuscirei a provarla in nessun altro posto al mondo». 

Se potesse lanciare un appello al suo popolo cosa direbbe?
«A tutti i venezuelani dico di non perdere la fede, di essere forti. Siamo vicini ad una svolta e non dobbiamo perdiamo la speranza. Ai venezuelani in Italia dico di unirci per sostenere e aiutare chi si trova in difficoltà. Facciamoci sentire, raccontiamo il nostro paese, cosa subisce e cosa subiamo e cosa vogliamo. E chiediamo al governo italiano di ripensarci e di sostenerci».

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