Corsa al Reddito di Cittadinanza

di Erika Noschese

Caf letteralmente presi d’assalto, ore interminabili di attesa. Il tutto, mentre l’opinione pubblica continua a spaccarsi tra favorevoli e contrari. E’ l’effetto Reddito di cittadinanza, misura varata dal governo Lega-Movimento 5 Stelle e fortemente voluta dai pentastellati.

Si tratta, in sostanza, dell’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro e di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale. Tradotto, altro non significa che la possibilità – per un periodo di 18 mesi – di poter ottenere dallo Stato un aiuto economico che varia dai 480 ai 9.360 euro annui. Il Reddito di cittadinanza, alla base della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle, è diventato realtà lo scorso 17 gennaio 2019.

Da allora, i Caf non hanno mai lavorato così tanto. Salerno sembra vivere un vero e proprio boom di richieste e dalla zona orientale al centro cittadino la risposta è solo una: «Stiamo ricevendo centinaia e centinaia di richieste». Segno, forse, che i salernitani credono molto in questa nuova misura varata dal governo. Ad oggi, non tutti i Centri di assistenza fiscale presenti sul territorio salernitano sembrano interessati ad occuparsi della nuova questione, preferendo dedicarsi solo alla “mansioni” base come l’Isee. E’ il caso, ad esempio, della cooperativa San Cristoforo, a Pastena che, nonostante le tante richieste giunte, non ha ancora deciso se occuparsi o meno del Reddito di cittadinanza. Intanto, le richieste continuano a pervenire, ogni giorno. E poco importa se occorre attendere diverse ore anche solo per chiedere delucidazioni in merito ai requisiti da possedere. I salernitani ci credono.

C’è da sottolineare, però, che la nuova misura varata dal governo dovrebbe offrire, in via principale, la possibilità di accedere a proposte di lavoro. Al terzo rifiuto, l’aiuto economico è sospeso. Ed è da qui che nasce l’ennesima polemica perché nulla esclude che l’offerta di lavoro, per un cittadino del sud, giunga al nord o viceversa, costringendo – di fatto – i cittadini ad un trasferimento. E si sa, polemica chiama polemica e non si finisce più perché, nella confusione generale di una manovra che dovrebbe essere spiegata meglio, c’è chi sostiene che si incrementi la disoccupazione in virtù di una teoria che vedrebbe giovani senza lavoro starsene tranquillamente a casa in attesa dell’assegno mensile o adulti abbandonare un posto di lavoro per poi richiedere il reddito di cittadinanza.

Di chiaro, almeno fino ad ora, c’è poco ma di fatto le file ci sono, i Caf si stanno “formando” su questa nuova misura e il lavoro da fare, anche per evitare che qualcuno scelga la via della furbizia per ottenere l’assegno mensile, è tanto. Proprio in queste settimane, infatti, anche gli uffici anagrafe della città capoluogo sono presi d’assalto, pare per effettuare i cambi di residenza. Questo potrebbe senz’altro essere un buon escamotage per chi non possiede ancora i requisiti per accedere al reddito di cittadinanza e si cerca una “scappatoia”. Ma il governo, almeno su questo, è stato chiaro: punizioni esemplari per i furbetti del reddito di cittadinanza. 

QUOTA CENTO: All’Inps sistemi in tilt. Uscita anticipata dal mondo del lavoro per coloro che vantano almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni. E’ quanto prevede Quota 100, altra misurata varata dal governo nazionale che mira al pensionamento anticipato. Così come accade per il reddito di cittadinanza, anche in questo caso – su tutto il territorio salernitano – si è verificato un vero e proprio boom di richieste giunte all’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale. Stando ai dati aggiornati alla scorsa settimana, le domande inoltrate sono state poco più di 860. Un dato che non va sottovalutato, soprattutto tenendo presente che Salerno è la seconda città della regione Campania con il più alto numero di richieste. E i risultati sono evidenti: da giorni l’Inps di Salerno è letteralmente presa d’assalto da persone che chiedono di accedere al pensionamento anticipato. Il risultato ottenuto sul territorio salernitano è anticipato solo da Napoli, almeno a livello regionale. A livello nazionale, in pole position si classificano solo le grandi città come Roma e Milano. Il dato è destinato, inevitabilmente, ad aumentare e sempre di più sono le persone che si recano presso gli sportelli dell’istituto nazionale della previdenza sociale che chiedono di poter dire addio al mondo del lavoro, definitivamente.

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