La statua di Urbano II venuta dalla Francia

di Ferdinando Giordano

Prima di giungere alla celeberrima abbazia benedettina di Cava de’ Tirreni, ci si imbatte in una statua trionfante raffigurante papa Urbano II (il precursore delle crociate in Terra Santa) che nel 1092, accompagnato dal duca di Salerno, Ruggiero, e da una gran corte di principi e di cariche ecclesiastiche, venne a consacrare il famoso monastero cavense.

Secoli dopo (dicembre 1878), desideroso di conoscere i luoghi visti da Urbano e di promuovere il culto in suo onore, l’Arcivescovo di Reims (Francia), Benoit-Marie Langénieux visitò il monastero e il suo archivio per la prima volta. Durante la seconda visita, avvenuta il 4 novembre 1889, promise alla comunità monastica d’inviare in dono una statua di Urbano II in prossimità dell’ottavo centenario della venuta del pontefice al monastero. I monaci, una volta identificata la collocazione proprio di fronte alla facciata del cenobio, chiesero il permesso al Municipio di Cava per la posa (delibera 24 luglio 1890) che approvarono con entusiasmo.

Nell’attesa del piccolo monumento in ghisa, si provvide subito a creare un basamento in pietra e marmo circondato da colonnine; l’opera inviata dalla Francia, venne fusa dall’azienda “Maurice Denovilliers”, che era una storica fonderia di Sermaize les Bains, presso Saint-Dizier, nell’Alta Marna. La collocazione avvenne almeno un anno prima del 1892 quando ci fu la solenne cerimonia; in quel giorno l’abate Michele Morcaldi impartì la benedizione davanti a una moltitudine di persone (assente per l’occasione Langenieux) che festeggiarono tra suoni di campane e spari di mortaretti. La curiosità che gira attorno alla statua non è soltanto per la sua origine francese: il monumentino transalpino nel suo genere non risulta essere unico poiché quello di Cava de’ Tirreni è un simulacro – in formato ridotto – di quello colossale esistente a Chatillon sur Marne (interamente in granito e inaugurato nel 1887).

Altre statue – somiglianti a quella cavese – sono presenti all’interno dei Giardini Vaticani (in bronzo) e nella basilica di Sainte Clotilde a Reims. In realtà la scelta del posizionamento delle statue venne realizzata con una logica precisa: Chatillon, la città natale di Urbano II; Reims punto essenziale per il suo percorso ecclesiastico e i Giardini Vaticani attigui alla sede del papato.

Cava oltre a essere il luogo della consacrazione dell’abbazia benedettina fu anche caro alla figura di Torquato Tasso (conosciuto oltralpe con l’appellativo di “Le Tasse” già verso la fine del ‘500). Egli, memore della sua fanciullezza passata tra i racconti dei monaci di Cava sul mito di Urbano II, trovò in seguito spunto e ispirazione per consegnare all’arte letteraria le due opere sulla “Gerusalemme”.

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