Lancio del peso, Roberto Ricco è il nuovo campione italiano

di Matteo Maiorano

Dodici metri e 64, con un peso da 7 chili e 257 grammi. Tanto è bastato a Roberto Ricco per diventare il nuovo campione nazionale di lancio del peso. Battipagliese di nascita ma piemontese d’adozione (vive e lavora in provincia di Alessandria), Ricco ha spiegato tutta la gioia al momento del trionfo. «Vincere a 35 anni dopo 22 di grandi sacrifici non ha prezzo. E’ un’emozione che non ha eguali».

Per lui un grande riconoscimento che può essere da stimolo per le giovani generazioni, concentrate spesso troppo verso le azioni del campi di calcio e poco a discipline di atletica leggera, come ammonisce anche lo sportivo. «Il mio record è di oltre 16 metri, ma è bastato fare anche meno per diventare il nuovo campione italiano. La gioia è stata immensa, sono davvero tanto soddisfatto».

Il risultato arriva al termine di un percorso personale importante, che ha portato Ricco sul tetto d’Italia: «Ero fermo da diversi mesi per via di diversi acciacchi fisici. Dedico la vittoria a mia moglie Daniela Zappullo, la quale mi è sempre stata vicina nei momenti più difficili; al mio mister Alessandro Puppo, il quale ha sempre creduto in me e a mio fratello, che non ha mai smesso di credere in me e di spingermi a gareggiare anche quando pensavo fosse il momento di smettere. La mia famiglia era lì con me nel momento del lancio».

Oggi Roberto Ricco ha trionfato con la maglia dell’Atletica Alessandria, importante realtà del massimo campionato italiano, forte di una struttura dedita esclusivamente all’atletica leggera: «Purtroppo nel nostro territorio gli impianti scarseggiano o sono polifunzionali, non permettono l’esercizio esclusivo di quest’attività. Quando sei giovane è stupendo crescere ed esercitarti nella tua terra, ma per fare il salto di qualità sei costretto a gareggiare nel nord Italia».

Invertire il trend che vede atleti del sud Italia vincere nel settentrione non è semplice: «Va insegnata anzitutto cos’è l’atletica. Non di rado i ragazzi confondono la disciplina con il corpo libero o la ginnastica ritmica. Bisogna andare nelle scuole a diffondere la bellezza di questo sport. Poi, soprattutto, investire nelle strutture: è fondamentale avere impianti ad hoc per esercitare le proprie competenze e sviluppare le proprie inclinazioni».

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